Sicilia

Vedere Catania in un giorno. Itinerario alla scoperta della città nera

11 Giugno 2019

Si può vedere Catania in un giorno?

Di recente sono stato in Sicilia e, per la prima volta,  ho visitato “la città nera” per antonomasia: Catania. Tale appellativo si deve alla predominante roccia vulcanica utilizzata nelle sue architetture. A dirla tutta, non avevo mai pensato a Catania per un giretto turistico e, forse anche per questo, sono rimasto ancor più colpito.

Nonostante avessi pochissimo tempo a disposizione sono fortunatamente riuscito a visitare le principali attrazioni turistiche e culturali, in quanto concentrate tutte nel centro storico.

Vi starete dunque domandando se sia possibile visitare Catania in un giorno!? La risposta è sì ma a patto di ritornarci con più calma per dedicarle il tempo che effettivamente merita.

Se anche voi avete le ore contate ma non intendete rinunciare a un breve e intenso tour catanese, vi assicuro che questo articolo fa per voi! Come on 🙂 

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Anfiteatro romano di Catania

Come arrivare a Catania

Catania è facilmente raggiungibile da numerose località, dall’Italia e dall’estero, grazie all’aeroporto Vincenzo Bellini che dista solo una decina di km dal centro, dove si può arrivare in vari modi: in taxi, con il bus o con un auto a noleggio.

Io vi consiglio l’Alibus che effettua corse giornaliere a cadenza di 25 minuti, dalle 4 del mattino a mezzanotte. La durata della corsa è di circa 20 minuti, il biglietto costa 4 euro e si può fare direttamente sul mezzo. Su questo link trovate tutte le informazioni.

Se invece propendete per un taxi mettete in conto di spendere dai 30 ai 50 euro. È una soluzione certamente comoda e ancor più conveniente se viaggiate in 3-4 persone.

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Scorci di Catania

Prime impressioni su Catania

Distesa ai piedi del maestoso monte Etna che, con i suoi 3326 metri sul livello del mare è tra i vulcani più alti d’Europa, Catania declivia dolcemente verso il mare Ionico.

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Catania e l’Etna sullo sfondo

Pupi appesi ai muri, arancini come se piovesse, cannoli e cassate ad ogni angolo, riccioli barocchi che emergono dai palazzi scuri, vestigia archeologiche affacciate su strade spaziose e lunghissime mi fanno subito capire che Catania è un concentrato di storia, profumi, suoni e giochi di luce capaci di accompagnare e incantare il turista lungo tutto il percorso di visita.

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I pupi esposti nelle strade di Catania

Mentre percorro la lunga via Etnea, che per quasi 3 km taglia la città, mi faccio rapire e avvolgere dalle atmosfere esotiche, quasi africane, che Catania mi regala.

Mi sento preso per mano, come inghiottito in una dimensione nuova, inaspettata e sorprendente.

Per cogliere l’essenza di Catania occorre infatti tuffarsi a capofitto nella sua multisfaccettata anima.

Catania è una città da guardare, annusare, assaporare, ascoltare.

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Scorci di Catania

Catania … un po’ di storia

Con alle spalle una storia millenaria, Catania rappresenta una delle principali culle della cultura siciliana.

La sua fondazione risale al 729 a.C. ad opera di alcuni coloni dell’antica Grecia, provenienti dalla vicina Naxos.

Il suo nome potrebbe derivare dal siculo Katane che significa “grattuggia”, a causa dell’asperità del territorio, o dal latino Catinum per via della conformazione a conca in cui si trova, determinata dall’alternarsi delle colline circostanti.

Successivamente colonizzata dai romani, custodisce ancora oggi diverse testimonianze della loro presenza tra cui l’anfiteatro e il teatro.

Sotto il dominio aragonese diventa capitale del Regno di Sicilia e dal 1434 ospita la più antica Università dell’Isola.

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L’Università di Catania

Risorta dalle sue stesse ceneri dopo il terribile terremoto e l’eruzione vulcanica di fine Seicento, si caratterizza per una ricchezza architettonica che alterna e fonde i resti dell’antichità con palazzi nobiliari, bellissime chiese e i fregi del barocco.

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Un mascherone a Catania

Nonostante la città sia piuttosto estesa e conti una popolazione di 700.000 abitanti, si può tranquillamente visitare in un giorno perché le principali attrattive culturali e turistiche si concentrano nel centro storico che, per chi non lo sapesse, è Patrimonio dell’Unesco.

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Catania on the road

Curiosi di sapere cosa vedere a Catania in giorno? Seguitemi 😆 

 

Cosa vedere a Catania in un giorno. Il mio itinerario

Il mio itinerario alla scoperta di Catania si dispiega attraverso 11 tappe, parte da Villa Bellini, prosegue lungo la Via Etnea fino alla Cattedrale di Sant’Agata, fa sosta al mercato della pescheria per una bella rifocillata e culmina al Monastero dei Benedettini.

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Itinerario per vedere Catania in un giorno

1) Villa Bellini

2) Anfiteatro romano

3) La Collegiata

4) Piazza Università

5) La fontana dell’Elefante

6) Cattedrale di Sant’Agata

7) Porta Uzeda

8) Parco

9) Mercato del pesce

10) Castello Ursino

11) Monastero dei Benedettini

1) Villa Bellini

Villa Bellini, un vero e proprio polmone verde nel centro di Catania, è estesa per oltre 70 mila mq.

Una passeggiata in questo bellissimo giardino è a dir poco terapeutica, grazie a una vera e propria immersione tra fontane, zampilli, fiori, siepi e alberi secolari.

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Villa Bellini Catania

Fatta costruire sul finire del Settecento dal Principe Ignazio Paternò Castello, nel 1854 fu acquistata dal Comune di Catania.

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Villa Bellini Catania

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Villa Bellini Catania

Impossibile non soffermarsi tra i busti che segnano il Viale degli Uomini Illustri o non fare due scatti all’insegna del green style.

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Villa Bellini Catania

L’ingresso principale a Villa Bellini è in Via Etnea ed è caratterizzato da una maestosa scalinata.

2) Anfiteatro romano

L’Anfiteatro romano di Catania, che si trova in Piazza Stesicoro, è stato presumibilmente edificato nel II secolo d. C.

Come attestano alcuni storici, l’anfiteatro cadde in disuso già a partire dal VI secolo d. C. e le sue pietre furono perfino utilizzate come materiale da costruzione per chiese e case.

Una curiosità che in pochi conoscono: l’anfiteatro romano, per dimensioni, è secondo solo al Colosseo e presenta una circonferenza esterna di quasi 300 metri.

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Anfiteatro romano di Catania

3) La Collegiata

Intitolata a Santa Maria Santissima dell’Elemosina, la Basilica della Collegiata è una delle chiese più antiche di Catania. L’impianto originario, datato ai primi secoli d.C., si sovrappose a un precedente tempio pagano dedicato a Proserpina.

Negli anni 1396 e 1446 accolse un collegio di canonici per volere del Papa Eugenio VI, da cui deriva l’attuale nome di Collegiata.

L’ingresso principale è sulla via Etnea e la facciata, ricostruita nel 1700 dopo la distruzione del terremoto, è in stile tardo barocco catanese.

Nei suoi pressi, proprio di fronte, ho scoperto una inaspettata pink street che con la mente mi ha riportato subito a Lisbona .

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Basilica della Collegiata Catania

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La pink street ti Catania a pochi passi dalla Collegiata

4) Piazza Università

Proseguendo lungo la via Etnea si incontra la caratteristica piazza dell’Università. Il nome sé dovuto alla presenza del palazzo dell’Università, noto anche come palazzo del Siculorum Gymnasium.

Presenta ai suoi angoli quattro lampioni in bronzo che raffigurano alcuni personaggi delle storie popolari catanesi.

La pavimentazione è costruita interamente con pietra lavica e al centro della piazza è incastonato lo stemma di Catania.

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Piazza dell’Università Catania

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Piazza dell’Università Catania

5) La fontana dell’Elefante

Subito dopo piazza dell’Università si arriva in Piazza duomo. Qua si trova la famosissima fontana dell’Elefante conosciuta anche come la fontana del Liotru. Fu realizzata nel 1757 dall’architetto Gianbattista Vaccarini, ispirato all’Elefante della Minerva del Bernini (quella di Roma).

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Il centro di Catania

L’Elefante, che è anche il simbolo di Catania, regge sulla schiena un obelisco egittizzante. Sicuramente un monumento che non passa inosservato 😀 

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La Fontana dell’Elefante

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La Fontana dell’Elefante

6) La Cattedrale di Sant’Agata

La Cattedrale di Sant’Agata è dedicata alla “Santuzza” che protegge la città e a cui i catanesi sono molto devoti, come dimostrano gli sfarzosi festeggiamenti in suo onore che ogni anno si svolgono il 5 febbraio.

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Cattedrale di Sant’Agata Catania

Fu fatta costruire in epoca normanna, tra il 1078 e il 1093, sui resti di un edificio romano le cui rovine sono ancora visitabili nei sotterranei.

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Cattedrale di Sant’Agata Catania

La pietra utilizzata proveniva dal teatro e dall’anfiteatro. Distrutta in seguito al terremoto, fu interamente ricostruita tra il 1733 e il 1761 grazie al Vaccarini.

Purtroppo non l’ho potuta visitare all’interno in quanto erano in corso i preparativi per un matrimonio e non mi hanno lasciato entrare.

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Suonatori in piazza duomo a Catania

7) Porta Uzeda

Costruita in stile barocco catanese, Porta Uzeda è sicuramente tra i principali simboli della città. Fu fatta erigere nel 1695 in onore al vicerè spagnolo Paceco de Uzeda per aver promosso la ricostruzione di Catania dopo il terremoto.

Alterna rocce laviche a marmi bianchi e collega due ali dell’antico seminario dei Chierici. Inserita all’interno della cinquecentesca cinta muraria, conduce dalla piazza Duomo al caratteristico e colorato mercato del pesce e al parco antistante.

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Porta Uzeda

8) Parco

Davanti alla Porta Uzeda si trova un parco in cui io ho sostato per consumare squisitezze comprate on the road. Ve lo consiglio per un veloce pit stop.

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Spuntino da street food a Catania

Potreste ad esempio acquistare qualche ciccioneria al mercato della pescheria e mangiarla lì con maggior tranquillità, come ho fatto io 🙂 

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La cinta muraria vista dal parco

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Un arancino al parco

9) Mercato del pesce

Se volete cogliere il vero genius loci catanese non potete non fare un salto alla Piscarìa, il più antico mercato del pesce (e non solo) della città.

Un luogo estremamente colorato e folcloristico dove primeggiano le urla dei venditori, gli sguardi stupiti dei turisti e l’odore forte di pesce fresco.

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Il mercato del pesce a Catania

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Il mercato del pesce a Catania

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Il mercato del pesce a Catania

Il colore predominante? Indovinate un po’ 😀 

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Il mercato del pesce a Catania

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La Piscaria di Catania

10) Castello Ursino

Il Castello Ursino fu fatto costruire tra il 1239 e il 1250 su spinta di Federico II per difendere la città dagli attacchi provenienti dal mare.

Eh sì, perché il catello prima si affacciava proprio sul mare ma in seguito all’eruzione vulcanica del 1669 fu interamente circondato dalla lava che, raffreddandosi diede vita a nuovi spazi.

Nel XVI secolo divenne la dimora temporanea dei Vicerè e fu anche adibito a prigione.

Oggi ospita la sede del Museo Civico di Catania e accoglie la collezione del Monastero dei Benedettini.

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Castello Ursino Catania

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Castello Ursino Catania

11) Monastero dei Benedettini

Il mio itinerario si conclude al Monastero dei Benedettini, un vero e proprio gioiello architettonico.

Qua il barocco non solo abbonda ma straripa dappertutto.

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Monastero dei Benedettini di Catania

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Monastero dei Benedettini di Catania

Le sue origini sono cinquecentesce e oggi ospita la facoltà di lettere e filosofia. Dotato di un grande giardino, una passeggiata è d’obbligo così come una toccata veloce alla chiesa adiacente.

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Monastero dei Benedettini di Catania

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