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Primavera in Sardegna: tre erbe spontanee da raccogliere e mangiare

11 marzo 2018

La Sardegna, la primavera e l’andar per erbe

La bella stagione è alle porte e la Sardegna, come ogni anno, si prepara ad offrire il massimo del suo splendore. La primavera è, infatti, il periodo dell’anno migliore per apprezzare questa terra ricca di paesaggi tanto vari quanto incredibilmente belli.

A prescindere dal luogo in cui capitiate, che sia in Gallura, in Marmilla, nel Guilcer o in Barbagia (sono solo alcune delle regioni storico-geografiche dell’isola e se le vuoi scoprire tutte clicca qui), sono certo che non potrete fare a meno di restare a bocca aperta davanti alla vivacità dei colori dei campi che, come in una danza festosa, si alternano e si susseguono senza soluzione di continuità.

Prati gialli, colline dalle mille tonalità di verde (roba che la Green Ireland scansate), radure dove il lilla si mescola col rosa e col blu, e poi l’arancione e il bianco. Un caleidoscopio di colori ammalianti e inebrianti. Eh sì, perché oltre all’aspetto visivo c’è anche quello olfattivo e soprattutto del gusto. La primavera in Sardegna è dunque un’esperienza totalizzante che coinvolge tutti i sensi.

Primavere-Sardegna

Ma la primavera è anche la stagione dei trekking (io li amo, ne avevo scritto qui) e delle lunghe passeggiate nei campi, da soli o in compagnia.

In questo sono specializzato e mi ritaglio sempre qualche pomeriggio per esplorare le campagne (impegni lavorativi permettendo of course) perché fin da piccolo sono stato instradato all’arte di andar per erbe per la ricerca di piante selvatiche commestibili e appetitose.

Primavera in Sardegna: la riscoperta delle erbe selvatiche

Nelle campagne sarde si registra un fenomeno, da un paio d’anni a questa parte: un aumento consistente dei raccoglitori di erbe selvatiche, funghi, more, mirto e altre piante appartenenti a specie endemiche e ricche di proprietà nutritive.

Complice la crisi economica che ha portato ad assumere comportamenti più sostenibili e rispettosi dell’ambiente, con un occhio di riguardo alla filiera del cibo, e soprattutto per via della riscoperta di tutto ciò che è Local, Tipico, “del territorio”, naturale o a km zero, sempre più persone stanno ritrovando il piacere di gustare cibi antichi e semplici, in alcuni casi snobbati per anni.

Primavera-Sardegna-Erbe-selvatiche

 

La globalizzazione, che ha contribuito a standardizzare e omologare comportamenti e consumi, ha avuto il pregio di farci reagire e prendere coscienza delle nostre unicità.

La rivoluzione slow e green parte anche e soprattutto dalla tavola, punto di arrivo di ingredienti di cui ci piace sempre più conoscere la provenienza.

Ecco che allora una passeggiata in campagna, in primavera, fa bene non solo allo spirito e al corpo ma anche al palato. Ora vi parlo un po’ delle mie tre piante selvatiche preferite e che sono frequentemente diffuse nei nostri campi.

Primavera in Sardegna: è tempo di finocchietti

Il finocchietto selvatico, in sardo frenugheddu, è una pianta super saporita che abbonda nelle campagne della Sardegna. È forse quella che viene maggiormente raccolta da cercatori e aficionados. Basta armarsi di borsa e coltello per reciderli lasciando la radice a terra.

Il profumo del finocchietto selvatico è inconfondibile.

In cucina viene utilizzato in diverse ricette: se non finisce dritto nel minestrone può costituire l’ingrediente principale delle frittate, è buonissimo abbinato col formaggio filante ma c’è anche chi lo conserva sott’olio e chi lo utilizza per produrre l’omonimo liquore.

A Sedilo, il mio paese, il finocchietto è impiegato per realizzare Sa Suppa che, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non è una zuppa! Sa suppa si presenta come una lasagna i cui strati sono rappresentati dalla spianata sarda alternata ai finocchietti precedentemente scottati nell’acqua salata e al pecorino. Dopo una cottura di circa mezzora al forno il piatto è pronto e voilà, è tutta musica per le papille gustative.

Finocchietti selvatici

Finocchietti selvatici

Asparagi selvatici: ingredienti immancabili della primavera in Sardegna

Gli asparagi sardi sono diversi da quelli che comunemente si trovano sul mercato. Innanzitutto sono molto più sottili, dal colore verde scuro e dal sapore pronunciato. Crescono generalmente in mezzo ai rovi, ragion per cui raccoglierli si rivela un’impresa, come dire, graffiante.

Le loro proprietà depurative sono indiscusse e il gusto dolce e amarognolo è un qualcosa di unico.

Come vengono cucinati? In padella con un filo d’olio, un pizzico di sale e alla fine si amalgama il tutto con l’uovo sbattuto. Goduria allo stato puro  😛 

Asparagi

Primavera in Sardegna è anche Bietole&Cicoria

Altre due erbe di cui faccio incetta nelle campagne sarde sono la Bietola e la Cicoria. Crescono spesso ai bordi delle strade o dei sentieri, sono facilmente riconoscibili e facili da raccogliere. Come vengono impiegate in cucina? Beh potrebbero finire anch’esse in un minestrone oppure in una bella insalatona di verdure cotte.

Primavera-Sardegna-Bietole

Queste sono le mie tre piante preferite. E le vostre quali sono? Amate qualche pianta selvatica in particolare e avete ricette da suggerire? Non siate timidi, scrivete, scrivete, scrivete 🙂

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