Sardegna

Nughedu Express. Pensieri in movimento

10 Settembre 2017
Nughedu Express

Nughedu inspiring: pensieri in circolo o circolo di pensieri?

È strana questa domenica. Sonnacchiosa direi.

Finalmente è arrivata la pioggia e con lei un po’ di aria fresca. Ah per quanto tempo l’abbiamo aspettata la pioggia! Sembrava ci stesse rifuggendo e invece eccola qui, miracolosa. Ispantosa!

È una domenica di quelle fatte apposta per pensare, per rimettere insieme un po’ di cocci, fare ordine, ricucire scampoli di idee, volare con l’immaginazione.

Adesso la finestra del mio soggiorno è aperta, come la mia mente.

Mentre scrivo queste quattro righe sono al calduccio sul divano e fisso il caffè che dalla tazzina sbuffa nuvolette che si perdono nell’aria.

Mi lascio cullare dal suono delle gocce che dal cielo cadono, tamburellano sulle foglie del limone e si dividono in altre mille goccioline ancora prima di rotolare fino ai piedi del grande albero.

A mettere pace tra il cielo e la terra.

Mi sento ispirato oggi, non so. Che sia merito di questo preannuncio di autunno?

O più semplicemente potrebbe trattarsi dell’esito naturale di un processo di ricerca interiore che vuole fare luce sul mosaico di volti, voci, odori, suoni, colori e sensazioni che da cinque giorni ruotano nella mia testa con una forza straordinariamente esplosiva.

Un circolo di pensieri che si autoalimenta a sua volta di pensieri in circolo che non intendono rallentare.

Nughedu Express

Nughedu. Tramonto sul lago Omodeo

Spop Campus Omodeo, un’esperienza da capitalizzare

Se ora chiudo gli occhi rivivo come in un film che scorre in time lapse tutto ciò che è stato SPOP Campus Omodeo, un workshop di innegabile alta formazione organizzato a Nughedu Santa Vittoria da Francesco, Matteo e Nicolò di Sardarch sul tema dello spopolamento in Sardegna, per immaginare, anzi co-progettare possibili soluzioni per fermare l’abbandono.

Questa avventura è stata come un mega treno, un Hiperloop che ha viaggiato a un milione all’ora, sfidando il tempo e le distanze, fisiche e virtuali. Se dovessi dare un nome a questo treno lo chiamerei Nughedu Express e visto che qualcuno dice che i territori sono in movimento, beh, vi assicuro che anche le idee viaggiano veloci, se stimolate nei giusti modi.

Un’esperienza incredibile, fuori dagli schemi, che ha travalicato le aule di Università e centri di ricerca, calata nel territorio, a contatto con la gente, con l’umanità, con l’ottimismo e il pessimismo che queste piccole comunità si portano sulle spalle.

Piccole comunità che non vogliono morire, nossignori. Qui c’è gente che non la vuole dare affatto vinta al mostro. E meno male!

Un esercizio di cervello e di cuore è stato. C’erano le competenze, eccome se ce n’erano, di progettisti, ricercatori, studenti, docenti, esperti, professionisti ma c’erano anche quegli elementi intangibili, quel valore aggiunto che è impossibile rintracciare nei libri di testo.

E allora li voglio chiudere i miei occhi, per sentire ancora le risate, le discussioni, i sorrisi, la stanchezza, la voglia di fare, di dire, di costruire, di ascoltare. È bellissima questa energia. E al tempo stesso ho paura, paura che svanisca, paura di non riuscire a catturarla tutta e per sempre.

Sento ancora la voce di Arianna del Desilab Elisava che ci invita ad ascoltarci, a non fermare il flusso, a non chiuderci in noi stessi, ad aprirci, ad abbracciarci, a sfiorarci, fissarci negli occhi.

Vedo ancora Michela, Marco, Nicoletta e Simone, i ragazzi dell’associazione Clabber Unica, che ci invitano a fare strani esercizi di coordinamento, in gruppo e in coppia.

In questi giorni, vi giuro, tra le milleeuna cose fatte non sono mancate neanche quelle che fino ad ora ho sempre immaginato fossero prerogativa dei “fricchettoni”, ce li avete presenti? Parlo di quelli tutti Peace&Love e Rock&Roll e fanculo alla vita reale, fatta di problemi e bollette da pagare che qualcun altro in questo mondo ci penserà!

E benché nel momento stesso in cui le facevo mi chiedevo “ma che caxxo c’entra ora questo con la nostra missione?”, col passare del tempo ho capito quanto fossero importanti. Fondamentali e indispensabili direi.

Anzi mi spingo oltre. Senza questo importante momento, il campus non sarebbe stato assolutamente lo stesso.

Generalmente lavorare in gruppo mi mette un po’ di nervosismo e ansia, ci sono sempre persone che vogliono emergere più di altre, nascono attriti, saltano fuori i nodi irrisolti. Beh, questa volta è stato diverso.

Negli anni mi è capitato tante volte di lavorare in gruppo ma mai ho sviluppato una tale sintonia con i miei compagni di squadra come in questa occasione. E non solo con loro, anche con tutti gli altri ragazzi, i tutor e con la comunità che ci ha ospitato.

A volte basta poco. È sufficiente gettare le armi a terra, guardarsi negli occhi, stringersi la mano, darsi un abbraccio. La gente non si abbraccia più. L’avete notato? Per lo meno i “sirboni” come me sono così. E anche questo mi porterò dietro.

Gli abbracci, lo spirito di comunità, l’energia creativa, la positività.

Quando ci salutiamo cerchiamo di trattenere la commozione, ci ripetiamo di rivederci, rincontrarci, nuovamente a Nughedu sarebbe il top, sperando che davvero possa accadere, sperando di non venire fagocitati ognuno dai propri impegni e scadenze, sperando di non dimenticare questa nostra riscoperta umanità.

Io non me ne voglio andare, trovo mille scuse prima di partire. Ci metto due ore a salutare e risalutare anche chi ho già salutato. E’ il mio modo per non lasciare.

A volte basta poco per volersi bene.

San Basilio - novenario campestre di Nughedu

San Basilio – novenario campestre di Nughedu

 

Nota a margine:

Volevo scrivere qualcosa su quanto abbiamo realizzato in questi cinque giorni, dal punto di vista progettuale, delle idee, della creatività. Però poi ho seguito il mood, ma non mancheranno altri pezzi esplicativi. Per esempio non vi ho ancora detto nulla di Nughedu Welcome, di come ci hanno trattato bene, dell’escursione sul lago Omodeo, della partecipazione, delle persone con cui abbiamo parlato, riso e scherzato. Ve l’ho già detto di restare connessi? Stay tuned 🙂 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
Leggi articolo precedente:
Bosa - Sardegna
Viaggio semi-serio alla scoperta della piccola Sardegna

La piccola Sardegna o la Sardegna piccola? Bosa è un caratteristico paese della provincia di Oristano, talmente grazioso da…

Chiudi