Sardegna

Per grazia ricevuta. In viaggio tra novenari, ex voto e santi bizantini

27 Settembre 2017
ex voto San Basilio

La pioggia settembrina e il capodanno bizantino

I primi giorni di Settembre hanno da sempre avuto un sapore speciale.

La fine dell’estate è ormai nell’aria, preannunciata da giornate che si fanno via via più corte e, generalmente, dalle prime piogge che giungono per dissetare terreni resi aridi da mesi di caldo africano.

Mi ricordo, da piccolo, quanto adorassi le piogge settembrine. Il cielo assumeva colori intensi, con quelle nuvole bianche e belle gonfie d’acqua che, si diceva, avrebbero reso i fichi d’india più succosi e dolci.

E che dire del profumo forte e penetrante del lentisco e della terra bagnata!

Quest’anno, purtroppo, la pioggia non s’è vista. La lunga estate del 2017 sembrava destinata a non finire ma alcuni appuntamenti, che si ripetono identici da centinai di anni, ci hanno permesso di ristabilire una connessione col calendario e col ciclo naturale degli eventi.

Tra questi, un ruolo di primo piano è ricoperto dai festeggiamenti in onore di San Basilio Magno, vescovo e dottore in teologia, guaritore e dunque miracoloso e veneratissimo.

E’ adorato in numerosi paesi della Sardegna e la sua ricorrenza cade il 1 Settembre, data in cui, oltretutto, iniziava l’anno bizantino.

È per questo che il mese di Settembre qua si chiama Cabudanni, Capodanno appunto.

San Basilio o Santu Asili fa parte di una lunga e folta schiera di santi bizantini introdotti in Sardegna secoli fa dai monaci basiliani che, per ampliare la diffusione del cristianesimo, costruirono laddove sorgevano templi pagani, alcune chiesette di campagna con tutt’intorno piccole abitazioni, celle più che altro, dette muristenes o cumbessias, in cui gli stessi monaci alloggiavano.

Tali nuclei abitativi e di culto prendono il nome di novenari e, soprattutto nella Sardegna centrale, sono numerosissimi e molto molto caratteristici.

Ne avevo parlato qui.

Il novenario campestre di San Basilio

Quest’anno, a pochi giorni dalla conclusione dei festeggiamenti proprio in onore di San Basilio, mi sono ritrovato nel novenario di campagna a lui intitolato, a poca distanza dal paese di Nughedu Santa Vittoria. Mentre mi preparavo ad affrontare con i miei compagni l’avventura dello SPOP Campus Omodeo organizzato da Sardarch, ho approfittato di un momento di tregua per un sopralluogo alla scoperta di questo luogo carico di fascino e religiosità.

Novenario di San Basilio

Novenario di San Basilio

Novenario di San Basilio

Novenario di San Basilio

Il posto è suggestivo e la comunità di Nughedu ne è molto affezionata.

Il complesso costruttivo di San Basilio rispecchia la conformazione tipica dei novenari sardi.

A una chiesa, risalente al 1600 ed edificata in stile gotico-catalano, si susseguono quasi a voler formare un abbraccio le casette, i muristenes, le piccole abitazioni pensate per una vita parca, basata sull’essenziale, quale doveva essere quella dei monaci che le realizzarono.

Pensate che io per 5 notti ho avuto il privilegio di dormire in una di queste celle, assaporando e riscoprendo, almeno parzialmente, il valore dell’essenzialità.

Novenario di San Basilio

Novenario di San Basilio

Novenario di San Basilio

Novenario di San Basilio

Novenario di San Basilio

Novenario di San Basilio

Al crepuscolo, l’atmosfera lì è incantevole e, penso, difficilmente descrivibile.

Mentre il sole getta gli ultimi raggi di luce sull’antistante lago Omodeo (lo sapevate che è il secondo lago artificiale più grande d’Europa?) pennellando il cielo di rosso e di arancione, una leggera brezza trasporta, dopo aver sorvolato i vigneti a valle, gli unici rumori che provengono dalla campagna: il belato delle pecore e il loro delicato scampanellio.

Nughedu Express

La chiesa, vista dall’esterno è semplicissima ma non per questo banale. Anzi, tutto al contrario. Il portale di ingresso si caratterizza per alcuni bassorilievi interessanti e, complice un’improvvisata tendina blu che accostata alla pietra crea un eccezionale contrasto di cromie, ben si presta per set fotografici dell’ultimo minuto.

Novenario di San Basilio

Novenario di San Basilio

Quando intravedo la mia amica Maria Vittoria, che gestisce anche lei un blog, Flanieren in Sardegna, intenta a varcarne la soglia mi dico “carpe diem” e la immortalo al volo.

Sì, se ve lo state chiedendo, posso trasformarmi anche in uno stalker all’occorrenza 😀

La chiesa di San Basilio

La chiesa di San Basilio

E poi dentro la chiesa un’incredibile sorpresa

La chiesa al suo interno ha uno stile asciutto, essenziale. Almeno così sembra ma … nulla è come sembra.

Appena varcato l’ingresso, la mia attenzione è subito rapita dalla scacchiera bianca e rossa delle mattonelle antiche che compongono il pavimento. Chi mi conosce sa quanto questi di pavimenti mi facciano impazzire e infatti … è subito selfeet! Giusto per farmi riconoscere 😆 

Selfeet a San Basilio

Selfeet a San Basilio

Alla mia destra, tra il portone centrale e la porticina laterale, c’è un altare con un santo, credo si tratti di Sant’Isidoro, lo desumo dal giogo di buoi che stanno ai suoi piedi, mentre davanti a me, sull’altare centrale, scorgo San Basilio Magno.

Chissà quante richieste di guarigioni avrà ascoltato quella statua?

Sant'Isidoro

Sant’Isidoro

San Basilio

San Basilio

Storicamente i santuari, sia quelli campestri che quelli di città, sono stati meta di pellegrinaggio, destinazioni finali per fedeli alla ricerca del miracolo o per persone che già l’avevano ricevuto e che proprio per questo intendevano ringraziare il santo di turno con un ex voto.

Se si va ad indagare la nascita del fenomeno turistico si scopre che proprio l’elemento religioso e spirituale è stato tra i principali ad animare gli spostamenti dei popoli, a tutte le latitudini. Per restare in Sardegna, basti pensare ai tanti santuari nuragici, come ad esempio Romanzesu a Bitti, dove le persone si recavano per purificarsi con il culto delle acque, oppure alle cattedrali di Bisarcio o di Saccargia che nel medioevo accoglievano i pellegrini, o ancora al santuario di San Costantino a Sedilo, San Francesco a Lula o a quello dei Santi Cosma e Damiano a Mamoiada, luoghi ancora attuali del pellegrinaggio contemporaneo.

Proprio un salto al santuario di San Costantino permette di cogliere la portata della religiosità popolare resa evidente dai tantissimi ex voto che tappezzano le pareti della chiesa.

Il simbolismo è sempre stato fondamentale nella rappresentazione dei fenomeni sociali e soprattutto di quelli religiosi, specie se miracolosi, inspiegabili, invisibili che più di altri dovevano prendere forma per essere capiti, accettati, metabolizzati in qualche modo.

E se l’atto del miracolo non si poteva rappresentare, il suo risultato invece sì. Ed ecco che si diffuse l’usanza di riconoscere ai Santi l’avvenuta intercessione per la grazia ricevuta attraverso ex-voto che prendevano la forma degli arti sanati.

Braccia, teste, piedi, gambe, dita, seni e altre parti anatomiche perfettamente forgiate in legno o in cera facevano bella mostra nelle chiese della Sardegna. Fino alla loro messa al bando.

Richiami troppo pagani per stare in un luogo sacro, meglio standardizzare il tutto con i cuoricini in metallo. E così questi ex voto, dall’aspetto cupo se vogliamo, quasi macabro, sono spariti dalla vista dei fedeli. Io ne avevo sempre sentito parlare ma mai li avevo visti. Fino all’altro giorno.

Dentro la chiesetta di San Basilio ho infatti scoperto una piccola parete dietro l’altare con una collezione di questi preziosissimi oggetti, testimonianze di un modus vivendi che ormai è storia, e per questo ancora più affascinante.

Ex voto San Basilio

Ex voto San Basilio

Ex voto San Basilio

Ex voto San Basilio

Quando me li sono trovati davanti non potevo credere ai miei occhi. Teste di bambini, manine che abbracciano rosari e perfino un paio di stampelle. Ho capito che dovevo fotografarli e che ci avrei scritto un articolo anche se le immagini parlano più di mille parole.

Ex voto San Basilio

Ex voto San Basilio

Ex voto San Basilio

Ex voto San Basilio

Ex voto San Basilio

Ex voto San Basilio

Nei giorni seguenti sono entrato più volte in quella chiesa, luogo che per l’occasione è diventato polifunzionale. Lì ci riunivamo per discutere, ragionare, elaborare idee e apprendere. Un modo nuovo per vivere uno spazio che merita rispetto e che ci ha accolto, con i suoi pavimenti, le sue statue semplici e i suoi ex voto. Quando si dice di coniugare tradizione e innovazione, ma anche coesione e inclusione. Un po’ tutto insomma.

Comunque Settembre è quasi andato e quest’anno mi ha fatto proprio un bel regalo, non pensate?

Al prossimo jump 😆 

Novenario di San Basilio

Novenario di San Basilio

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
Leggi articolo precedente:
social eating
Sharing economy e social eating in Sardegna: Nughedu Welcome

La sharing economy molto più di una tendenza Negli ultimi anni una parola su tutte sta spopolando tanto nella…

Chiudi