Barbagia

Mascherarsi è un destino. Viaggio a Mamoiada

12 luglio 2016
Mamuthones e Issohadores - Mamoiada

Alla scoperta del Museo delle Maschere Mediterranee nel cuore di Mamoiada

A Mamoiada mascherarsi è un destino. Inizio questo articolo così, con una frase rubata a Bachisio Bandinu e che ha dato il titolo alla nuova multivisione appena inaugurata al Museo delle Maschere Mediterranee, per introdurre un argomento tanto complesso quanto accattivante: l’antico carnevale sardo.
Ma partiamo dal principio. Tutto è iniziato quando pochi giorni fa ho avuto l’occasione di andare a Mamoiada, un paese della Barbagia, in provincia di Nuoro, conosciuto, tra le altre cose, per l’ottimo cannonau, lo squisito caffe di mandorle che vi consiglio assolutamente di provare, la lingua dolce e a tratti aspra degli abitanti del posto ma soprattutto per le maschere tradizionali.

Mamuthones e Issohadores

Mamuthones e Issohadores

E quale luogo migliore, allora, per approfondire l’argomento Mamuthones&Issohadores, le celebri maschere mamoiadine, del Museo delle Maschere Mediterranee che si affaccia davanti a una piccola chiesa, su una via che conduce al corso lastricato!?

Il carnevale di Mamoiada. Un rito. Un istinto

Ad accoglierci al museo il direttore Mario Paffi, della cooperativa Viseras e ottimo padrone di casa, che ci accompagna in un percorso che si rivela non solo visivo ma anche emozionale ed esperienziale.
E’ un viaggio nel tempo quello che si sperimenta tra le sale del museo. Un viaggio nel tempo, nella storia e nel mondo. Un mondo atavico, tribale, profano, forse pagano. Sicuramente magico, affascinante e ricco di immagini che immediatamente si fissano negli occhi e nella mente, di suoni sordi di campanacci che sbattono forte e scuotono i profondi silenzi delle vallate, di tronchi di pero selvatico e di ontano intagliati e lavorati accuratamente per produrre maschere inquietanti, scure, minacciose forse … O forse no, chissà … «Le maschere più sono brutte e paurose e più sono belle» ci dice Mario.

Mamuthones - Mamoiada

Mamuthones – Mamoiada

Oggi le avvertiamo così perchè le loro origini ci sono ignote, sono lontane e non riusciamo a cogliere spontaneamente quelle assonanze e quelle vibrazioni che l’uomo del passato traeva dalla natura, dall’acqua, dalla terra e dall’universo.

Merdule - Ottana

Merdule – Ottana

Le maschere barbaricine hanno poco a che vedere col carnevale comunemente inteso, fatto di burle, scherzi colorati e di satira politica. Niente di tutto ciò si ravvisa nelle maschere di Mamoiada.

In effetti mi chiedo se non sia troppo riduttivo catalogarle come semplici maschere di carnevale. Probabilmente prima erano qualcos’altro e solo in un momento successivo sono entrate a fare parte di quello che oggi definiamo carnevale e che a Mamoiada ha resistito intatto, arrivando fino ai giorni nostri con la capacità di sfidare le leggi del progresso, dell’industrializzazione che tutto spazza via, della globalizzazione che ogni cosa vorrebbe omologare e appianare.

Perché a Mamoiada mascherarsi è ancora un destino e il destino si deve compiere, non lo puoi arrestare, è quello ed è così. Non si discute.

Mamuthones e Issohadores - Mamoiada

Mamuthones e Issohadores – Mamoiada

Mascherarsi a Mamoiada è un istinto primordiale, un richiamo a cui non puoi tirarti indietro. È certamente qualcosa di inspiegabile e profondo, una fiammella mai spenta nell’animo delle persone.

Il fascino misterioso delle maschere di Mamoiada

Le maschere di Mamoiada tradiscono origini pagane che parlano di un’altra religione, antecedente a quella cattolica. Una religione antica, primitiva, che nonostante tutto resiste nei dettagli, come quello che segna la data di inizio del carnevale stesso, il 17 gennaio, la festa di Sant’Antonio Abate, uno dei principali esempi di sincretismo della tradizione sarda.
Quel giorno a Mamoiada il cielo si illumina grazie ai grandi falò che vengono accesi nei diversi rioni del paese e attorno ai quali il corteo delle maschere fa la sua prima uscita sfilando nell’incanto di una danza ancestrale e mistica.

Mamuthones - Mamoiada

Mamuthones – Mamoiada

L’uomo diventa bestia non appena cala sul suo viso Sa Visera, ma forse anche un po’ donna per via di quel fazzoletto marrone annodato sotto il mento, e si trasforma in un animale androgino che, con fare quasi rassegnato, muove i passi di quel rito propiziatorio.

Mamuthones e Issohadores, questi i nomi delle maschere mamoiadine.

Scure le prime, colorate le seconde. Il nero e il rosso, il buio e la luce, il male e il bene, la rudezza e la grazia, il rumore e il silenzio. Tutto è presente. Tutto convive in quel passaggio di morte e rinascita.
Diversi anche i suoni. Duri quelli dei campanacci dei Mamuthones, realizzati ancora oggi in maniera artigianale a Tonara, che sbattono contro le pelli nere, uniche mediane tra il carico sonante e la schiena dell’uomo. Allegre le campanelle che cingono gli Issohadores e che suonano mentre questi agitano il lazzo detto Sa Soha, portafortuna con cui catturano le donne del pubblico, richiamando e auspicando fertilità.

Issohadore - Mamoiada

Issohadore – Mamoiada

La funzione apotropaica dei campanacci, quella di scacciare tramite il rumore le negatività e gli spiriti cattivi, si rinviene in tutte le culture a tutte le latitudini e si rintraccia per esempio negli scacciaspiriti orientali e nella percussione delle ossa operata dagli indiani d’America.
Anche la numerologia è importante. In genere i Mamuthones sfilano in 12, come 12 sono i mesi dell’anno e gli Issohadores durante il corteo, catturando gli astanti, mettono in comunicazione due mondi diversi, quello di sopra e quello di sotto.

Museo delle maschere mediterranee - Mamoiada

Museo delle maschere mediterranee – Mamoiada

Le altre sezioni del Museo delle Maschere di Mamoiada

La visita al museo è stata una vera sorpresa per me. Dopo aver visionato la nuova multivisione, Mario ci conduce nella sala delle maschere sarde, dove sono ospitate insieme a Mamuthones e Issohadores anche le maschere del carnevale di Ottana, Boes, Medules e Filonzana e quelle del carnevale di Orotelli, Sos Thurpos. Sullo sfondo un muro di maschere lavorate a mano. Spettacolo!

Merdule - Ottana

Merdule – Ottana

Thurpos - Orotelli

Thurpos – Orotelli

Il percorso prosegue in una terza sala dove sono presenti alcune maschere provenienti da altri Paesi che si affacciano sul Mediterraneo e che dimostrano evidenti tratti di affinità con quelle sarde. A me sono piaciute particolarmente le maschere spagnole, dai colori vivaci che richiamano alla primavera e ai riti della rinascita e quelle dell’isola greca di Skiros: Korela e Geros. In particolare Korela mi ha ricordato parecchio le cosiddette “maschere serie” di Ottana.

Maschere mediterranee

Maschere mediterranee – Mamoiada

Maschere mediterranee - Mamoiada

Maschere mediterranee – Mamoiada

Il mio percorso al Museo delle Maschere è finito lì ed è poi continuato nelle vicine strutture che ospitano il museo della cultura e del lavoro e il museo dell’archeologia e del territorio ma … questa è un’altra storia.

Bene, spero di avervi incuriosito un po’ alla visita del Museo delle Maschere Mediterranee, che potete vedere in qualsiasi periodo dell’anno per immergervi appieno nell’atmosfera magica del carnevale sardo.

Al prossimo jump 🙂

Museo delle maschere mediterranee
Piazza Europa, 15
08024 Mamoiada NU
Tel: ( 39) 0784-56.90.18

Dal martedì alla domenica (lunedi chiuso)
ore 10.00/13.00 – 15.00/18.00

e-mail: info@museodellemaschere.it

P.S. Se vuoi leggere il mio articolo sul carnevale di Ottana clicca qui

Thurpos - Museo delle maschere. Mamoiada

Thurpos – Museo delle maschere. Mamoiada

Filonzana - Museo delle maschere. Mamoiada

Filonzana – Museo delle maschere. Mamoiada

Maschere spagnole - Museo delle maschere. Mamoiada

Maschere spagnole – Museo delle maschere. Mamoiada

Korela - Museo delle maschere. Mamoiada

Korela – Museo delle maschere. Mamoiada

Museo delle maschere. Mamoiada

Museo delle maschere. Mamoiada

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