Riti e Feste

La processione dei misteri: il Lunissanti di Castelsardo

28 marzo 2018

Il Lunissanti e la processione di notte a Castelsardo

È l’ora del crepuscolo quando arriviamo a Castelsardo.
Riteniamo un piccolo miracolo essere riusciti a trovare parcheggio sotto la muraglia che incornicia il centro storico.

Sono quasi le 20 e il cielo inizia a tingersi di lilla e di mille altre sfumature pastello che anticipano la notte, un secondo prima che il mare sia inghiottito dall’oscurità. Fa freschetto ma non troppo. E’ primavera ma non troppo.

Un’atmosfera surreale aleggia per le vie del borgo, si insinua tra le stradine labirintiche che portano al castello dei Doria, scorre veloce tra la gente e soffia leggera sulle fiammelle delle tante candele sparse per terra e sui davanzali delle finestre.

Lunissanti-di-Castelsardo

Il momento è carico di una magnetica energia. Sta per passare la processione del Lunissanti.

“Signo’ se siete venuti per la processione dovete andare alla cattedrale. Da lì parte!” ci dice un’anziana signora che intreccia la raffia sull’uscio di casa. Che carina! Che gentile! E che belli quei cestini colorati, mi ricordano quelli che realizzava mia nonna! Quasi quasi le scatto una foto, penso.

“E se volete cenare abbiamo anche un ristorante!”, aggiunge con il tono super convincente di quella che i segreti della cucina li conosce tutti nessuno escluso. Ah però la signora, pensiamo, è anche una venditrice collaudata 🙂

Comunque ci ha detto il vero e la cattedrale è lì, a due passi, dopo una gradinata che conduce dritti dritti al piazzale su cui si erge il campanile con la cupola di maioliche rosse, gialle e verdi.

È bella la cattedrale di Castelsardo eh, conserva inestimabili tesori tra cui le opere del misterioso Maestro di Castelsardo, per l’appunto. Se non la conoscete buttate un occhio a questo articolo.

Lunissanti, un misto di fede, fascino e sofferenza

Un nugolo di curiosi, nel piazzale della cattedrale, aspetta con intrepida pazienza che la processione abbia inizio. Eppure lo sanno che prima che calino le tenebre gli incappucciati non varcheranno l’uscio sacro!

Si fa buio all’improvviso, buio pesto.

A Castelsardo hanno spento anche i lampioni.

Le uniche luci sono quelle delle candele che diffondono una flebile luce arancione sui muri e sulle strade lastricate.

Silenzio intorno e tanta attesa.

Eccoli che escono gli incappucciati.

Indossano un saio bianco stretto in vita da una cordicella.

Non me li aspettavo così, dal vivo. Maestosi, mistici, sacri, quasi ultraterreni.

Lunissanti-di-Castelsardo

Ma chi sono gli incappucciati? Sono gli aspostuli, così vengono chiamati i membri della confraternita di Santa Croce che, fin dal 1600, è incaricata dalla collettività di far rivivere questo rito di pietas cristiana, retaggio della dominazione aragonese nell’isola.

Li vedi gli apostuli e li senti  li cantori, mentre tagliano la folla, si fanno strada nella penombra e portano i misteri in giro per il paese in una suggestiva  processione notturna che si concluderà nella chiesa di Santa Maria.

Lunissanti-di-Castelsardo

Il significato antico del Lunissanti di Castelsardo

Assistere al Lunissanti significa compiere un salto indietro nel tempo, in un passato lontano, quando la teatralità dei gesti aveva un ruolo fondamentale nel rafforzare la fede popolare e alimentare la religiosità.

Il lungo tragitto che ripercorre la passione di Cristo dura quasi tre ore e si scandisce attraverso una ventina di pause durante le quali i cori dei confratelli si esibiscono intonando il miserere, lo stabat e lo jesus.

Le melodie accrescono il pathos di una tradizione di forte impatto quale è il Lunissanti. Impressionante osservare i misteri che i confratelli portano in mano, sono gli strumenti del dolore: il calice, il guanto, la fune ‘e catena, la colonna, i flagelli, la corona di spine, la croce, la scala, il martello e la tenaglia, la lancia e la spugna.

È quasi mezzanotte quando ce ne andiamo. Il rito si avvia alla conclusione. I Confratelli si ritroveranno a cena tutti insieme, come da tradizione. Sono amici, prima ancora che portatori di questo antichissimo segno indentitario.

Vale sicuramente la pena assistere alla processione notturna del Lunissanti ma l’anno prossimo speriamo di andare dalla mattina per documentare quando tutto ha inizio, ovvero il pellegrinaggio che si svolge prestissimo da Castelsardo all’abazia di Nostra Signora di Tergu. Ma questa è un’altra storia. Al prossimo jump  😆 

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
Leggi articolo precedente:
Nella terra dei draghi: la leggenda dell’isola di Orta San Giulio

Viaggio tra le suggestioni dell'isola di Orta San Giulio Nel borgo medievale di Orta San Giulio i tetti rossi…

Chiudi