I dolci del carnevale sardo che non potete non provare
Se pensate che a carnevale ogni scherzo vale, beh, dovete ricredervi, almeno in Sardegna! Perché qua non si scherza affatto, soprattutto, per quanto riguarda i dolci.
Tralasciando il duo letale Fave&Lardo che, da tradizione, vengono consumate il giovedì grasso (da cui discende il nome Zobia Lardajola) mi preme avvertirvi che la pasticceria carnevalesca sarda richiede tanta, ma tanta , ma tanta capacità di resistere alle tentazioni. Una vera e propria prova di coraggio che solo in pochi riescono a superare senza aver guadagnato qualche kg in più o qualche nuovo buco nella cintura.
Golosi e buongustai di tutto il mondo, dunque, fatevi avanti. Personaggi in perenne stato di dieta lasciate ogni speranza o voi che entrate, qua si ingrassa anche solo con lo sguardo 🙄
Il Carnevale in Sardegna infatti non è grasso. È ciccione! Tutto viene rigorosamente fritto nell’olio bollente o nello strutto, sì avete letto bene, STRUTTO, e il più delle volte passato e ripassato nello zucchero o nel miele. Giusto per accertarci che sia dolce, non per altro.
I dolci del carnevale sardo non sono tantissimi ma vi garantisco che sono tutti uno più squisito dell’altro. Ecco la mia top 5.
Le tzippulas, al primo posto tra i dolci del carnevale sardo
Tra i miei preferiti le tzippulas, che in molti traducono col termine zeppole. Si tratta di frittelle lunghe e arrotolate le cui origini si perdono nell’antichità. Il nome pare derivi dal latino “serpula” e dal tardo latino “zipula” e richiama la forma di una serpe attorcigliata su se stessa.
Le tzippulas sono diffuse un po’ in tutta la Sardegna, da nord a sud, e vengono preparate secondo ricette differenti da zona a zona. La base è sempre costituita da semola o farina, acqua, uova, lievito e scorza d’arancia. E’ tuttavia l’ingrediente aggiuntivo che le caratterizza, conferendo loro tratti di tipicità locale. In numerosi paesi si aggiunge l’acquavite, in altri l’anice (soprattutto a Sassari e dintorni), lo zafferano oppure le patate per renderle più morbide. La particolarità sta nella preparazione che avviene avvalendosi di un imbuto con manico dal quale l’impasto cade nell’olio bollente. A fine cottura le attende un letto di zucchero semolato sul quale vengono adagiate e rigirate.
I fatti fritti o frati fritti
Preparati spesso in alternativa alle tzippulas, i fratti fritti, che nel sud Sardegna si chiamano parafrittus (in limba su para è il frate), sono un’altra bontà a cui è letteralmente impossibile dir di no. Pare che il loro vero nome sia frati fritti per via di quella caratteristica linea chiara che li divide a metà, come fa il laccio col saio, ma forse per una storpiatura del termine vengono generalmente apostrofati come fatti fritti. Insomma, chiamateli come volete, l’importante è apprezzarli.
Le Bugie e le Orilletas
Qua siamo nel campo dello sgammo. Impossibile non essere scoperti di aver mangiato le bugie (dolce importato e pressoché interiorizzato) perché lo zucchero a velo lascerà tracce indelebili sui vostri vestiti. E non ci sarà bisogno del luminol o dei RIS per sapere se, ridendo e scherzando, vi siete fatti fuori mezzo vassoio di bugie. Tanto non pesano nulla, direte. Sono leggere … sì sì, certo …
Altrettanto gustose sono le Orilletas, loro sì sardissime, formate da una sfoglia sottile a base di semola lavorata accuratamente e composta per ottenere un risultato alquanto arzigogolato. Anche le orilletas vengono fritte, of course, e arricchite successivamente col miele. Per la ricetta e per capire di cosa stiamo parlando buttate uno sguardo al blog di Roberto Murgia.
Sa pasta violada
Sa pasta violada è una specialità che da piccolo mangiavo sempre per carnevale. Non mi piaceva tanto, poi col tempo l’ho rivalutata. Si tratta di un impasto di farina e strutto attentamente lavorato e trasformato in tante piccole treccine che vengono fritte nell’olio e poi spolverate di zucchero a velo o bagnate nel miele. Sono un ottimo antidepressivo, fidatevi.
Sas gazas
Sas gazas sono frittelle non dolci, nel senso che non sono ripassate nello zucchero dopo la cottura, e sono tipiche di alcuni paesi della provincia di Nuoro come Ottana e Orani. Sono molto buone e hanno generalmente la forma delle frittelle corte a ciambella. Io preferisco le Tzìpulas ma davanti a sas gazas non riesco a tirarmi indietro.
E voi quale dolce sardo di carnevale amate di più? Buona scorpacciata a tutti 😆
Se poi non sapete dove andare per Carnevale, qua trovate le 6 tappe, tutte testate da me, da non perdere.






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