Sardegna

Il Carnevale in Sardegna. 6 tappe da non perdere

4 Febbraio 2018

La ricchezza del carnevale sardo

Carrasegare, Carrasecare, Carrasciali, sono solamente alcuni dei modi con cui viene chiamato il carnevale in Sardegna. Dovete però sapere che il carnevale sardo, rispetto agli altri carnevali d’Italia, non si differenzia solo nel nome ma anche in ciò che rappresenta e per i modi con cui viene inscenato, non sempre allegri e goliardici.

Il carnevale sardo, quello che da tempo immemore si ripete in numerosi comuni dell’isola, non condivide nulla con le classiche maschere di arlecchino, pulcinella o gianduia.

Qua protagonisti indiscussi sono esseri antropomorfi che danzano al suono sordo dei campanacci, figure misteriose che tessono il filo della vita con l’indiscusso potere di reciderlo, uomini che diventano bestie e bestie che diventano uomini ma anche abili cavalieri che si lanciano in corse sfrenate per vie strette e tortuose o che indossando maschere dall’aspetto androgino e cercano di infilzare una stella mentre effettuano una discesa al galoppo.

Nel carnevale sardo rivive il mito di Dioniso, assieme ai riti pagani della primavera e al ciclo naturale delle stagioni, del tempo e della vita.

A carnevale, in Sardegna, si nasce, si muore e si rinasce. Sempre.

Un carnevale di chiara matrice pagana che inizia il 16 gennaio con l’accensione dei fuochi di Sant’Antonio e termina, generalmente, il sabato della pentolaccia, in piena quaresima.

Negli ultimi anni si assiste in numerosi paesi sardi alla riscoperta degli antichi carnevali andati perduti, di cui sopravviveva la memoria nei racconti degli anziani. Ci sono però realtà dove il carnevale non è mai scomparso e viene da sempre ripetuto secondo l’antica ritualità tramandata.

Posto che io amo il carnevale in tutte le sue espressioni e manifestazioni e che mi piace ogni anno andare alla scoperta di maschere particolari, oggi vi consiglio sei carnevali particolarissimi che non vi potete assolutamente perdere.

Si tratta di carnevali che si svolgono in alcuni centri della provincia di Oristano e di Nuoro. Sono quelli di Aidomaggiore, Bosa, Santulussurgiu, Oristano, Gavoi e Ovodda.

1) Aidomaggiore e su carrasegare a s’antiga

Il Carnevale di Aidomaggiore, piccolo paese della provincia di Oristano poco distante dal lago Omodeo, si caratterizza per due maschere principali, tanto semplici quanto misteriose e affascinati. Una è totalmente vestita di bianco e si chiama Sa Mascara a Lenzolu in quanto il travestimento è dato unicamente da un lenzuolo candido che avvolge interamente la persona senza lasciarne trasparire l’identità. L’altra è invece vestita di nero e indossa gli abiti del lutto. Quest’ultima fa la sua comparsa prevalentemente il martedì grasso e veste di scuro a causa della morte del carnevale. Su carrasegare de Biddumajore ha anche un’altra particolarità: il ballo. Qui e solo qui si può ammirare l’originale e unica Cointrozza, una bellissima danza a ritmo di organetto triangolo e tamburo.

2) Bosa e il suo pazzo Carrasegare

Il carnevale di Bosa o Carrasegare Osinku, come viene soprannominato, è una grande festa di comunità all’insegna del divertimento e di un pizzico di follia collettiva.

Qua il paganesimo è di casa, tutto è molto lasciato all’autorganizzazione che, bisogna dire, funziona benissimo e conferisce un ulteriore tratto di autenticità. Figure emblematiche del carnevale di Bosa sono Sas Attitadoras che entrano in scena dalle prime ore del mattino di martedì grasso. Vestite di nero, col volto coperto di fuliggine, si aggirano in piccoli gruppi per le strade del paese e si contorcono in pianti per la morte di Giolzi, simbolo del carnevale che ormai si avvia alla conclusione.

3) Sa Carrela ‘e nanti a Santulussurgiu

A Santulussurgiu, nell’alto Oristanese, il carnevale è sinonimo di temerarietà, spregiudicatezza nell’andare a cavallo e coraggio nel lanciarsi al galoppo per le vie tortuose del paese, affollate di persone che, strette ai muri, giungono da tutta la Sardegna appositamente per vedere lo spettacolo. La manifestazione si chiama, non a caso, Sa Carrela ‘e nanti che, tradotto, significa appunto la strada davanti, quella stessa strada che diviene il palcoscenico di ripetute discese di cavalieri abbigliati con i vestiti tradizionali sardi o con altri costumi propri del carnevale.

4) Sa Sartiglia di Oristano

Sa Sartiglia, giostra equestre di origine medievale, non ha certo bisogno di presentazioni. Gli appuntamenti irrinunciabili sono quelli della domenica e del martedì grasso, quando fin dalle prime ore del pomeriggio i cavalieri in maschera cercheranno di infilzare con una spada la stella appesa a un nastro. Figura centrale de Sa Sartiglia è Su Componidori, a metà strada tra l’umano e il divino che, curiosità, non può scendere dal cavallo per tutta la durata dell’evento. A me personalmente piace moltissimo il momento della vestizione de Su Componidori e la benedizione che lui impartisce alla folla con sa pippia ‘e maiu, a chiusura della Sartiglia, quando, completamente sdraiato sul suo cavallo, attraversa di corsa l’intero percorso.

5) Sos tumbarinos de Gavoi

A Gavoi la vera essenza del carnevale si può cogliere il giovedì grasso, sa Jobia Lardaiola, quando va in scena sa Sortilla ‘e Tumbarinos. Anche qui stiamo parlando di una festa che investe, in maniera spontanea l’intera collettività. Questo è il carnevale più musicale tra quelli tradizionali della Sardegna. Le persone, equipaggiate di tamburi, sos tumbarinos, pipiolos, triangoli e organetti, invadono le vie del paese in un clima gioioso e festaiolo.

6) Il Mercoledì delle ceneri di Ovodda

Restiamo in Barbagia con un carnevale davvero pazzerello, quello di Ovodda che, unico centro dell’isola, festeggia il mercoledì delle ceneri. Si chiama Mercuris de Lissìa ed è una vera e propria esplosione di divertimento, sana follia, balli e canti. A fine giornata si da fuoco a Don Conte che sconta tutti i peccati compiuti dalla comunità nel corso dell’anno.

Il carnevale in Sardegna è davvero ricco di eventi e manifestazioni, avevo già trattato in un pretendete articolo la particolarità del museo delle maschere di Mamoiada, se vi va dategli un’occhiata.

E voi quale carnevale preferite?

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