Tuili. Un gioiellino di architettura rurale
A Tuili il sole picchiava forte quel pomeriggio di inizio estate. Sembrava quasi che i suoi raggi si riflettessero di muro in muro e di strada in strada come in un magico gioco di specchi. L’atmosfera quasi effimera, irreale e amplificata da tutta quella luce assumeva contorni più terreni di fronte a una lucertola spaparanzata su una pietra, che quasi si burlava del gatto assonnato e rannicchiato all’ombra di un vecchio muro.

Tuili on the road

Tuili on the road
La Marmilla sembra, per certi versi, un’isola nell’isola. Il suo dolce paesaggio collinare, dominato a Sud dal castello de Las Plassas e a Nord dal Monte Arci, appare fittamente punteggiato di piccoli borghi rurali, la maggior parte dei quali incredibilmente belli nella semplicità delle loro architetture e dei centri storici ben conservati. Tuili è sicuramente uno di questi. Se non lo avete mai visitato seguitemi, ve lo presento io 🙂

Centro storico
Gli antichi portoni di Tuili
A Tuili ci sono stato in diverse occasioni negli ultimi mesi e ogni volta si è rivelata una sorpresa. Già prima di arrivarci, subito dopo il bivio di Baradili, senti tutto il profumo del fieno e del grano che qui viene coltivato da sempre. E anche da prima di sempre 😆

Tuili. Cortile di un’abitazione privata
Il paese, ai piedi della Giara sulla quale pascolano allo stato brado i cavallini più piccoli d’Europa, è un mosaico di vie lastricate, fontanelle verdi arruginite sparse nelle piazze, aiuole di fiori colorati e antiche case in “Campidanese Style” con il loggiato coperto, meglio noto come Sa Lolla, immediatamente dietro il grande portone in legno.

Architetture rurali

Architetture rurali
E proprio i “Portali” sono uno dei simboli del paese che ne vanta oltre cinquanta, tutti uno più bello dell’altro. Generalmente presentano un arco in pietra con scolpiti i simboli e gli stemmi delle casate nobiliari che a Tuili erano numerose in passato.

Antico portale

Antico portale

Antico portale
Olio e grano la fanno da padrona
L’ economia di Tuili è ancora fortemente legata al mondo delle campagne, alla coltivazione del grano ma soprattutto dell’olivo.

Uliveti a Tuili
La zona è infatti ricchissima di uliveti (nel vicinissimo paese di Turri c’è addirittura il parco degli ulivi secolari) da cui si ottiene ottimo e pregiato olio extra vergine d’oliva.

Villa Asquer
In una delle mie incursioni tuilesi ho potuto visitare anche il museo dell’olio e degli strumenti musicali ospitato a Villa Asquer, palazzo ottocentesco dall’impronta neoclassica che è anche lo scenario incredibile per ricevimenti e banchetti.

Il cortile di Villa Asquer

Il cortile di Villa Asquer
Del museo dell’olio però vi parlerò in un prossimo articolo, altrimenti vi svelo tutto e subito e così non vale 😆
Le chiese e i retabli cinquecenteschi
Bellissime anche le chiese. La prima, del XVI secolo e dedicata a Sant Antonio, è costruita in stile coloniale spagnolo. Quando mi sono trovato di fronte a questa struttura tutta bianca ho immaginato per un attimo di essere finito in un villaggio dell’Andalusia.

La chiesa di Sant Antonio

La chiesa di Sant Antonio
E invece ero sempre lì, a Tuili, dove si trova anche la parrocchiale di San Pietro del XV secolo che accoglie al suo interno il retablo eseguito nel 1500 del Maestro di Castesardo su commissione di Giovanni e Violante Santa Cruz, i signori del paese.

La chiesa di San Pietro dietro l’arco
Il retablo, alto 5,5 metri e largo 3,5 metri è considerato tra le massime espressioni del Rinascimento in Sardegna e raffigura vari aspetti della vita di San Pietro, oltre alla crocefissione e alla resurrezione di Cristo, e alla madonna col bambino sul trono.

Il retablo del Maestro di Castelsardo
Ma le sorprese in questa chiesa non sono finite! Davanti al retablo, nella cappella di San Giovanni Battista, ce n’è infatti un altro, addirittura più grande del primo, di autore ignoto, datato al 1534 e raffigurante la Pentecoste.

Il retablo di mano ignota
E poi? Ce n’è ancora! La chiesa è completamente affrescata con dipinti realizzati tra il 1944 e il 1946 e conserva al suo interno un antico organo Mancini del 1753.

Gli affreschi nella chiesa di San Pietro

Organo nella chiesa di San Pietro

Organo Mancini nella chiesa di San Pietro
Un ultimo saluto a Tuili
Una volta uscito fuori, mi sono trovato nuovamente in quell’esplosione di luce inziale. Un’altra passeggiata fotografica per le stradine del paese era obbligatoria e anche una birretta nel baretto che si trova a pochi passi dalla chiesa e dal comune.

Tuili #ontheroad
Sono troppi i tesori di Tuili per poterli descrivere tutti. Vi invito ad andare sul posto e scoprirli da voi magari programmando una visita alla Giara. Non la conoscete? Leggete qui allora!
Al prossimo jump 😉

Architetture rurali

Tuili – Antichi portali

Tuili generi coloniali

Chiesa di San Pietro

Tuili – Architetture rurali



No Comments