Portogallo

Lisbona in 3 giorni Itinerario delle cose da vedere

11 giugno 2018
vedere a Lisbona

Lisbona in 3 giorni Itinerario on the road alla scoperta della città

Se è vero che Lisbona è una città luminosa, che brilla e risplende al sole, è altrettanto vero che non è esente da alcune ombre date dalle sue innumerevoli contraddizioni. A quartieri storici e degradati, dove il tempo pare essersi fermato a 30-40 anni fa, nei quali si respira ancora un’aria di assoluta autenticità, quasi di paese, si alternano zone riqualificate e super moderne che la proiettano nel presente se non, addirittura, nel futuro.

Questa profonda diversità, quasi stridente in alcuni punti, se a un primo impatto potrebbe apparire scioccante e incomprensibile, celerebbe, al contrario, un inequivocabile e forse non del tutto negativo elemento di caratterizzazione. Un segno quasi di resilienza rispetto a spinte esterne di turistification che ormai colpiscono tutte le capitali, a tutte le latitudini.

Delle sensazioni provate a caldo a Lisbona ne ho già parlato qui.

Ora vorrei, invece, concentrarmi sulla descrizione del mio itinerario alla scoperta di Lisbona e dintorni in un arco temporale di tre giorni e mezzo.

Come al solito i ritmi sono stati quelli che da sempre mi contraddistinguono, alle stelle. Come si dice: chi ha tempo non aspetti tempo (vi ricordate il mio itinerario alla scoperta della Barcellona Modernista? Lo trovate qui). E dunque, via, a caccia delle peculiarità e delle tante chicche che Lisbona è in grado di offrire.

Sono arrivato a Lisbona nel primo pomeriggio di un giorno di sole, alle 15 (ricordatevi di portare l’orologio un’ora indietro), e durante la mia prima mezza giornata mi sono semplicemente limitato ad esplorare alcuni quartieri, per familiarizzare un po’ con la comunità locale e abituare lo sguardo al paesaggio urbano.

Una mezza giornata che ha avuto il suo perché in quanto mi ha concesso un primo approccio alla metropoli che, nei giorni successivi, si è rivelato decisamente utile ai fini di una lettura globale e più completa di Lisbona.

La mia tre giorni (quasi quattro) portoghese inizia dunque così, da questo preambolo. Successivamente il viaggio targato #SardiniaMood si è dipanato secondo il seguente calendario:

  • Primo giorno: visita alle principali attrattive storiche di Lisbona
  • Secondo giorno: visita ad alcuni musei imperdibili e alla cittadina di Cascais
  • Terzo giorno: visita a Sintra e ultimo tour nel centro storico della capitale.

Lisbona in tre giorni: Oriente: il mio viaggio inizia qui

Per rendere l’idea del mio percorso, vi presento subito questa carta, una mappa che ho realizzato inserendo i luoghi che ho esplorato molto velocemente durante le mie prime ore a Lisbona:

  • Stazione di Oriente
  • Parco delle nazioni
  • Quartiere e miradouro de Graça
  • L’Alfama
  • Praca do Commercio e Rua Augusta
  • Piazza di Rossio
Mappa Lisbona primo giorno

Mappa Lisbona primo giorno

Il primo impatto è stato very strong.

Dall’aeroporto sono andato dritto alla stazione di Oriente progettata da Calatrava, una perla per gli appassionati di architettura, che merita al 100% un “salto fotografico”.

Lisbona in 3 giorni itinerario che parte dalla Stazione Oriente

In prossimità della fermata c’è il Parco delle Nazioni, complesso super moderno edificato in occasione dell’Expo del 1998 che accoglie una serie di edifici e infrastrutture da togliere il fiato. Alle grandi opere si alternano hotel di lusso, grattacieli, centri commerciali e bellissimi murales.

Qua è presente il sito che ha ospitato l’Eurovision 2018 e l’Oceaneario, l’acquario più grande d’Europa e il secondo più grande del mondo.

Parco delle Nazioni

Parco delle Nazioni

Parco delle Nazioni

Parco delle Nazioni

Nonostante questa ventata di modernità ho avvertito fin subito una strana sensazione, come di abbandono, data forse dalla sporcizia presente sulle strade.

Non lo sapevo ancora ma stavo iniziando ad assaporare quel retrogusto nostalgico e malinconico che tutti dicono sia proprio di Lisbona.

Dalla stazione Oriente sono corso a casa per depositare i bagagli e  subito via di nuovo on the road per un primo giro in centro.

Prima tappa obbligata è stata quella al miradouro di Graça per ammirare un bellissimo panorama di case bianche e tetti rossi. Una bella cartolina della città  🙂 

Da lì, dopo essermi riempito gli occhi di luci e colori, mi sono tuffato dritto nel cuore pulsante di Lisbona, l’Alfama, quartiere sopravvissuto al terribile duo terremoto-tzunami che ha investito la capitale nel 1755.

Panorama dal Miradouro di Graca

Lisbona in 3 giorni: L’Alfama

L’Alfama è un quartiere particolare, decadente, fatto di case costruite un po’ a casaccio, senza una regola o un ordine comprensibile. Un dedalo di strade, stradine, salite, scalinate, slarghi e poi di nuovo case che paiono inghiottirti e avvolgerti in un’atmosfera misteriosa e anche un po’ romantica.

Tra le cose che mi hanno colpito di più: la scomodità nel dover percorrere il quartiere, le cartacce per terra e i vecchi azulejos che impreziosiscono gli storici palazzi.

L’Alfama è ricca di ristorantini e locali, non so fino a che punto si tratti di luoghi autentici o di trappole per turisti (di queste ne ho visto di più attraversando la Rua Augusta).

Nell’Alfama è facile scorgere le signore anziane vestite di nero che prendono il fresco sull’uscio di casa, e questo mi riporta con la mente ai paesini della Sardegna e alle Tzie che la sera si siedono fuori a friscurare. Eppure qua siamo in una metropoli! Bello, mi piace!

Non faccio in tempo a fantasticare tra un parallelismo e l’altro che subito mi accorgo che tre di queste signore hanno improvvisato un banchetto e si sono messe tranquillamente a vendere Ginjinha per strada.

Cos’è la Ginjinha, vi starete chiedendo? E’ un liquore fatto in casa a base di ciliegia. Era nella lista delle cose da fare, anzi da assaggiare (avevo preso spunto da questo video di Alessandro Marras) e l’ho fatto! Buona la Ginjinha, eh! Anche se quella che ho assaggiato a Sintra era tutto un altro programma, molto più gustosa e servita nel tradizionale bicchierino di cioccolato. Che poi mi son pappato!  😆 

La ginjia

La ginjinha

L'Alfama in festa

L’Alfama in festa

Per le strade dell’Alfama ho avuto la fortuna di ascoltare anche il Fado, pensavo non ci sarei riuscito, e invece è capitato.

È stato molto bello e romantico, per quanto mi riguarda.

Il quartiere de L’Alfama in quel periodo (ai primi di maggio) era, oltretutto, vestito a festa, due giorni dopo si sarebbe svolta la processione del Corpus Domini, e le vie si presentavano addornate con improbabili nastri colorati, anche un po’ pacchiani, ma che alla fine regalavano un pizzico di brio al Barrio  😀 

Lisbona in 3 giorni: l’itinerario continua da Praça do Comercio a Rossio e poi a cenare nelle Tascas

Inebriato dai colori, profumi e suoni dell’Alfama, prima che il sole facesse il capolinea, ci tenevo a vedere l’immensa Praça do Comercio (ci sono tornato anche il giorno dopo e infatti ve  ne parlerò meglio nel prossimo post) e l’arco da Rua Augusta, da cui mi sono spinto fino a Rossio dove campeggia la storica e magnifica stazione dei treni.

La giornata volgeva al termine, quella seguente sarebbe stata senz’altro molto più impegnativa.

Si decide così di andare a mangiare in una “tasca” (l’equivalente della nostra bettola) nei pressi proprio di Rossio. Pare che i portoghesi preferiscano mangiare in questi posti e non nei ristorantini con menù turistici anche se devo confessare di aver scorto tra gli avventori tantissimi turisti (si sta spargendo la voce, evidentemente).

Il locale è super affollato, l’odore del cibo riempie ogni angolo e regna un po’ di confusione. Mi dicono che è tutto nella norma, in pieno portoghese style  🙂 

La tasca in cui abbiamo cenato

Una tasca di Lisbona

A proposito di norme, quelle igienico sanitarie lasciano un po’ a desiderare, chi è schizzinoso potrebbe avere non poche titubanze ad avventurarsi in posti simili ma io mi fido dei locals, che ne sanno certamente due righe più di me.

In queste tasche hai il pregio di trovare il pesce fresco, e non solo, servito in porzioni extra large e te lo tirano dietro a prezzo stracciato. Io ho voluto assaggiare il famoso bacalhau portoghese che sinceramente non mi ha fatto impazzire ma in compenso ho recuperato con un pastel de nata preso on the street una volta fuori.

Una goduria anche se sono stato subito messo in guardia: quello di Belem è un’altra storia. Vero! Col senno di poi lo posso confermare!

Pastel de nata

Baccalà a Lisbona

Baccalà a Lisbona

Lisbona di notte non mi è sembrata affatto caotica e rumorosa ma al contrario molto sicura e rilassata. Ma che metropoli e mai questa?  😀 

La stazione di Rossio

La stazione di Rossio

Insomma l’anticipo di Lisbona mi ha lasciato un po’ perplesso, con una sensazione tutta da decifrare. Non capivo bene come inquadrare la città.

Mi sono addormentato con un pensiero: ma Lisbona mi piace oppure no?

Appuntamento al primo vero giorno del mio #ontheroad per scoprirlo  🙂 Intanto ecco una Gallery riassuntiva dei posti visitati durante la giornata.

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