Sardegna

Cosa vedere in Marmilla. Terra di sole, grano e cieli immensi

4 aprile 2016

Viaggio in Marmilla alla scoperta di un territorio arcaico e suggestivo

Sardegna quasi un continente. Così nel 1958 Marcello Serra definiva questa antica e affascinante terra che, da qualsiasi angolo la guardi, non smette mai di stupirti. E in effetti come dargli torto?

Stiamo infatti parlando della terza regione più grande d’Italia, dopo la Sicilia e il Piemonte, con una storia particolare, per alcuni versi ancora avvolta nel mistero e sicuramente condizionata dall’insularità e dalla posizione di centralità nel Mar Mediterraneo.

Sono numerose le sub-regioni di cui l’Isola si compone, ognuna con originali caratteristiche di pregio dal punto di vista paesaggistico e del patrimonio identitario.

Fra queste ce n’è una a cui sono particolarmente affezionato e che ho avuto la fortuna di studiare a fondo: la Marmilla.

E dunque la domanda sorge spontanea: cosa vedere in Marmilla?

Se mi segui te lo racconto  🙂 

Cosa vedere in Marmilla? Iniziamo dal piccolo mondo rurale

La Marmilla è un’area rurale della Sardegna centro-meridionale che vanta un carico di risorse, tangibili e intangibili, di notevole interesse, connesse non solo all’epoca nuragica, di cui restano diffuse testimonianze come il celebre complesso de Su Nuraxi di Barumini, patrimonio dell’Unesco, o i villaggi nuragici di Su Mulinu di Villanovafranca e di Genna Maria di Villanovaforru, ma anche al periodo medievale quando l’Isola era amministrativamente suddivisa in Giudicati.

La Marmilla, così denominata per la forma delle sue dolci colline, la cui conformazione rimanda all’immagine di fertili mammelle, è stata a lungo considerata uno dei principali granai dell’antica Roma e ancora oggi rimane uno dei maggiori centri produttori del grano Cappelli.

Altopiano della Giara - MarmillaCosa vedere in Marmilla? L’Altopiano della Giara

La Marmilla è una terra baciata dal sole dove la tranquillità regna sovrana.

Sono inconfondibili i suoi colori e profumi.

Anche il cielo qua sembra più blu e uno potrebbe perdersi ad ammirare lo scorrere delle nuvole spinte dal vento.

Cosa vedere in Marmilla? Sulle tracce del Medioevo

Il suo territorio conserva importanti tracce risalenti al medioevo come i resti del castello di Las Plassas valorizzati dal museo MUDA del Regno di Arborea, i suggestivi ruderi del maniero di Laconi, un tempo residenza estiva della Giudicessa Eleonora d’Arborea (ne avevo parlato in questo articolo), le testimonianze delle incursioni barbaresche raccontate nel Museo Multimediale “Turcus e Morus” di Gonnostramatza la cui matrice si rinviene nella lapide custodita all’interno della Chiesa intitolata a San Paolo, unica struttura superstite dello scomparso villaggio di Serzela, in cui si attesta la distruzione de “la vila de Uras”, avvenuta nel 1515 ad opera dei soldati capitanati da Barbarossa.

Di interesse e che vi consiglio di visitare anche il Museo dei Cavalieri delle colline ospitato nel piccolo comune di Masullas per trasmettere il passato legato alla piccola aristocrazia locale a cui si unisce, nello stesso paese, il Geomuseo del Monte Arci allestito nel Seicentesco Convento dei frati Cappuccini con l’obiettivo di comunicare la storia geologica della Sardegna attraverso una ricca collezione di minerali e fossili rinvenuti principalmente nel territorio che, milioni di anni fa, era attraversato dal mare.

Interno del Convento Seicentesco dei Fratti Cappuccini - Masullas - Marmilla

Interno del Convento Seicentesco dei Fratti Cappuccini – Masullas

A questo proposito, importanti testimonianze si rinvengono nel PaleoArcheoCentro di Genoni, un museo dinamico e di nuova concezione in cui oltre a poter ammirare la ricchezza del Geopaleosito di Duidduru si possono svolgere attività laboratoriali ed escursionistiche sulla vicina Giara.

Sempre a Genoni è presente un bellissimo museo etnografico, quello del Cavallino della Giara, intitolato al caratteristico animale che pascola ancora allo stato brado sull’altopiano basaltico.

Il museo si presenta con una considerevole collezione di utensili e arnesi propri della società contadina e agropastorale.

Poco distante dalla struttura, i resti del Convento di San Sebastiano eretto nella prima metà del 1600 e oggi abbandonato ma visitabile grazie al PARC.

I paesi della Marmilla, 44 in tutto, alcuni di piccole e piccolissime dimensioni, sono straordinari nella loro essenzialità.

Si presentano al visitatore in modo ordinato con bellissimi centri storici e architetture ben conservate, come nel caso di Ales, Baradili, Baressa, Collinas, Pompu, Tuili, Turri o Ussaramanna, ma sotto questo punto di vista è davvero arduo fare una selezione dei luoghi più caratteristici.

Cosa vedere in Marmilla? Borghi caratteristici, antiche chiese e bellissimi paesaggi

Ciascun borgo della Marmilla conta un notevole  numero di bellissime chiese, urbane e campestri, che conservano arredi e paramenti sacri di alto valore storico-culturale senza considerare che il territorio ha dato i natali a due santi: Sant’Ignazio da Laconi e Fra Nicola da Gesturi, le cui antiche dimore sono tuttora meta di continui pellegrinaggi da parte dei fedeli.

È però nella ricchezza e nella diversità dei differenti paesaggi che si rintracciano i principali punti di attrattività della Marmilla.

Percorrendola, da Sud a Nord, si passa dalle morbide colline, destinate da sempre alla coltivazione del grano e dominate dal castello di Marmilla eretto su un colle perfettamente conico, agli altopiani basaltici della Giara ricchi di roverelle e macchia mediterranea, fino ai più rigogliosi boschi di Laconi o al complesso vulcanico del Monte Arci, dove si trovano gli antichissimi giacimenti di ossidiana meglio nota col nome di oro nero.

Paesaggio della Marmilla

Paesaggio della Marmilla

L’artigianato tradizionale

Sicuramente meritevole di essere nominato è l’artigianato tipico tradizionale con i tappeti tessuti dalle donne della Cooperativa Su Trobasciu di Mogoro (centro quest’ultimo che ospita tutti gli anni la Fiera del tappeto e dell’artigianato tradizionale della Sardegna), con le fantastiche creature in legno prodotte da Federico Coni, il Maestrodascia di Ales che nel centro del paese Gramsciano gestisce il suo punto vendita, la Pinocchieria, o con le tante ceramiche che prodotte e decorate da diversi artigiani del territorio.

Marmilla terra da gustare

Anche l’enogastronomia gioca la sua parte in Marmilla con le numerose tipologie di pani confezionati per le diverse occasioni, le paste tipiche come le lorighittas di Morgongiori o la fregola, oppure i vini di alta qualità come testimoniato dalle eccellenze della Cantina di Mogoro e della Cantina Lilliu di Ussaramanna.

Insomma ho cercato di fornire in poche righe un breve estratto di quello che la Marmilla è in grado di offrire ma ti invito ad andare a scoprirla di persona e a scrivermi le tue opinioni 😀

Cantina sociale Il Nuraghe - Mogoro - Marmilla

Cantina sociale Il Nuraghe – Mogoro

Chiesa parrocchiale - Collinas - Marmilla

Chiesa parrocchiale – Collinas

Architetture tradizionali - Collinas - Marmilla

Architetture tradizionali – Collinas

Chiesa di San Pietro - Tuili - Marmilla

Chiesa di San Pietro – Tuili

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