Mostre e Artisti

Il mondo esotico di Salvatore Fancello

24 luglio 2016
Salvatore Fancello. La forma inquieta

Salvatore Fancello e la forma inquieta

Venerdì 22 luglio è stata inaugurata al Museo Nivola di Orani una mostra curata da Giuliana Altea e Antonella Camarda dal titolo Salvatore Fancello. La forma inquieta che io ho visitato e che vi consiglio assolutamente di vedere! Intanto vi racconto alcune curiosità su questo grande personaggio sardo del Novecento che, a un secolo esatto dalla sua nascita, rivive grazie ai suoi tanti lavori.

Salvatore Fancello. La forma inquieta

Salvatore Fancello. La forma inquieta

Salvatore Fancello. La forma inquieta

Salvatore Fancello. La forma inquieta

Salvatore Fancello, artista poliedrico del XX secolo, è un giovane di talento, coraggioso e molto caparbio. La sua vita è costellata di grandi soddisfazioni personali e professionali e purtroppo anche di enormi sacrifici e sofferenze. Fancello, dorgalese di nascita, ha fin da piccolo assorbito le energie e le visioni arcaiche della sua terra, se le è messe in valigia e portate dietro quando ha lasciato l’isola per poi reinterpretarle e restituirle, successivamente, sotto forma di magnifiche sculture e preziosi disegni.

Salvatore Fancello. La forma inquieta

Salvatore Fancello. La forma inquieta

Cinghiali blu di terracotta, gattini scattanti, cavalli che animano mosaici di ceramica ma anche canguri, giraffe e maestosi elefanti compongono il bizzarro universo creativo di Fancello che si divertiva a rappresentare un mondo immaginifico, esotico, colorato ed energico.

Salvatore Fancello. La forma inquieta

Salvatore Fancello. La forma inquieta

Si faceva voler bene Salvatore Fancello e tra i suoi amici più stretti ce n’era uno sicuramente eccezionale: Costantino Nivola. La mostra nasce proprio per celebrare questo eterno legame che sopravvive alla morte di entrambi e come per incanto ritorna. Ma chi era Salvatore Fancello?

Salvatore Fancello un artista sardo di talento

Salvatore Fancello nasce a Dorgali nel 1916. Penultimo di dodici figli, manifesta già da piccolo il suo talento. Perde il padre precocemente e pochi anni più tardi sopraggiunge anche la morte della madre. Con un diploma in mano, conseguito alla scuola professionale, e con alle spalle alcuni anni di esperienza maturata in un laboratorio ceramico del paese, vince una borsa di studio che gli permette nel 1930 di iscriversi all’ISIA di Monza, dove conosce e diventa amico intimo di Costantino Nivola e Giovanni Pintori.

Salvatore Fancello. La forma inquieta

Salvatore Fancello. La forma inquieta

La sua carriera artistica si sviluppa in poco meno di 10 anni e a guardare la notevole collezione di opere realizzate in un arco di tempo tutto sommato breve, si è naturalmente spinti a chiosare che Salvatore Fancello fosse un vero e proprio talento di cui fortunatamente rimane traccia.

Salvatore Fancello. La forma inquieta

Salvatore Fancello. La forma inquieta

Negli anni si distingue e viene ammirato non solo dagli insegnanti ma anche dai suoi stessi compagni di istituto. Partecipa a diverse manifestazioni di estrema rilevanza come la Triennale di Milano ed esegue lavori  di incredibile bellezza.

Salvatore Fancello. La forma inquieta

Salvatore Fancello. La forma inquieta

È il 1941 quando viene richiamato alle armi. E’ quello l’anno in cui trova la morte, che lo attende spietata sul fronte greco-albanese. Termina così una vita, una storia e un sogno spento dall’orrore delle bombe e delle armi.

Salvatore Fancello. La Forma inquieta

La mostra Salvatore Fancello. La Forma inquieta è allestita in quello che fu il lavatoio di Orani, nello scenario suggestivo del museo Nivola, dentro il quale veglia severa una grande Madre modellata dall’artista oranese.

Salvatore Fancello. La forma inquieta

Salvatore Fancello. La forma inquieta

Appena varcata la soglia si rimane immediatamente colpiti dalla gigantografia che ritrae Fancello insieme a Nivola, sorridenti e spensierati. Probabilmente quelli dovevano essere anni bellissimi per il giovane Fancello! Dai suoi occhioni grandi e sognanti trapelano gioia, speranza e felicità. Nel suo sguardo si coglie però anche un filo di malinconia, dovuto forse alla mancanza della Sardegna che pure ritorna nelle sue tante opere, anche in quelle esposte in mostra.
Particolarmente significativo dell’eterna amicizia tra i due artisti è il grande pannello raffigurante scene allegoriche, realizzato a quattro mani da Costantino e Salvatore nel 1937 e in cui l’impronta dell’uno e dell’altro si mescolano e si mimetizzano fino a confondersi.

Salvatore Fancello. La forma inquieta

Il pannello allegorico dipinto a quattro mani

Il visitatore che percorre la mostra si muove agevolmente tra i pannelli, i corpi e le strutture che compongono il bellissimo allestimento curato dall’architetto Alessandro Floris.

Salvatore Fancello. La forma inquieta

Salvatore Fancello. La forma inquieta

Gattini sornioni, elefanti dalle lunghe proboscidi, canguri con prole al seguito ma anche esseri fantastici, metà umani e metà vegetali si dispiegano tra una teca e l’altra, tra metamorfosi e forme inquiete.

Salvatore Fancello. La forma inquieta

Bene, non vi svelo di più e vi invito ad andare a visitare la mostra che rimarrà aperta fino al 27 novembre. Ne vale veramente la pena!!! Al prossimo Jump 🙂

SALVATORE FANCELLO. LA FORMA INQUIETA
a cura di Giuliana Altea e Antonella Camarda
Allestimento di Alessandro Floris

Orani, Museo Nivola
dal 22 luglio al 27 novembre 2016

0784730063
info@museonivola.it
(aperto tutti i giorni tranne il lunedì dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:30 alle 20:00)

P.S. Avevo già fatto un salto al Museo Nivola! Leggi qui!

Salvatore Fancello. La forma inquieta

Salvatore Fancello. La forma inquieta

Salvatore Fancello. La forma inquieta

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