Sardegna

Viaggio semi-serio alla scoperta della piccola Sardegna

29 Agosto 2017
Bosa - Sardegna

La piccola Sardegna o la Sardegna piccola?

Voglio iniziare questo articolo da un esempio pratico pratico. Conoscete tutti Bosa? Penso, o almeno spero, che ne avrete almeno sentito parlare.

Bosa è un caratteristico paese della provincia di Oristano, talmente grazioso da essersi piazzato al secondo posto, nel 2014,  tra i borghi più belli d’Italia.

Oltre a un mare cristallino, su cui ha un affaccio privilegiato grazie al prolungamento di “Bosa marina”, e alla inebriante malvasia che dalle fertili colline planargesi acquisisce carattere e dolcezza esprimendo il terroir di una regione tutta da scoprire, Bosa ha tanto da offrire al visitatore, soprattutto dal punto di vista storico e culturale.

Qui è possibile ammirare manufatti di pregio realizzati con l’arte del filet, una tecnica di ricamo ancora praticata dalle donne del posto, visitare antiche chiese dal fascino unico, perdersi tra le strette vie lastricate che quasi ti inghiottiscono con i loro palazzoni alti per poi restituirti a slarghi e piazzette abbellite da fiori e bandierine sventolanti a festa.

Appena la scorgi da lontano, Bosa, ti colpisce fondamentalmente per tre aspetti (chi ha fatto quelle curve sa di cosa parlo): il Castello dei Malaspina che domina la vallata, le casette colorate aggrappate al colle e il fiume Temo che l’attraversa, dividendo l’abitato dalla zona delle Concerie e dalla chiesa di San Pietro extra-muros.

Bosa - veduta sul Temo

Bosa – veduta sul Temo

La chiesa di San Pietro extra-muros

La chiesa di San Pietro extra-muros

Ci sarebbero tutti i presupposti per considerare Bosa un luogo unico, quale in effetti è, e invece cosa mi è toccato sentire qualche giorno fa, a proposito di questo borgo, da un sardo che dispensava consigli di viaggio a un gruppo di turisti?

“Dovete visitare Bosa, la piccola Venezia”.

Eh??? Ma perché??? Perché??? Perchè la piccola Venezia?

A parte che, se proprio si volesse fare un paragone, sarebbe più opportuno accostarla a Burano per il fiume, le casette colorate e per il merletto ma il punto non è questo.

Vorrei capire perché cavolo per descrivere un luogo e dire che è bello lo dobbiamo per forza paragonare a qualche altra località, altrettanto bella e forse anche di più, aggiungendo quel fastidioso e ingombrante “piccolo” che sottende a un minor valore.

Risulta alla fine che in Sardegna un bel paese, per essere apprezzato, finisca per diventare qualche altro borgo, città o isola di chissà dove (che si assume a termine di paragone) ma in versione ridotta. Quasi fosse la brutta copia, il secondo classificato, il fratellino sfigato, quello che c’è sempre qualcuno migliore da un’altra parte sulla Terra.

Così da piccole località si rischia di diventare località piccole.

Dalla piccola Sardegna alla Sardegna piccola.

E l’esempio di Bosa non è un caso isolato.

La Sardegna, una terra di piccole capitali. Lo sapevate?

Quante volte vi sarà capitato di sentire al telegiornale chiamare l’aeroporto di Fertilia con l’appellativo di “scalo catalano”?  Sempre! Ok, direte voi, ci sta. Alghero ha origini catalane e allora valorizziamo questo tratto identitario.

Alghero al tramonto

Alghero al tramonto

Poi però ti accorgi che anche qui si genera lo stesso meccanismo e Alghero da “città catalana”, soprattutto sulla scia degli ultimi fatti di Barcellona, diventa, udite udite: “la piccola Barceloneta”, cioè neanche la piccola Barcellona, per dire! Vabbè …

Ma le piccole capitali nell’isola si sprecano! Vogliamo parlare di La Maddalena? Indovinate un po’ la fantasia dove può arrivare: La Maddalena= la piccola Parigi.

Sì, avete letto bene. La piccola Parigi. Sia chiaro, La Maddalena è bellissima, io me ne sono innamorato a prima vista però, non vorrei dire, ma come si fa solamente a fare un paragone con una capitale come Parigi, che è tutto un altro pianeta. Stiamo parlando di due mondi estremamente diversi tra loro che difficilmente possono essere messi a confronto.

E il discorso spiagge a chi lo lasciamo?

E delle spiagge continuamente accostate a posti mai visti, tipo le Bahamas, le Hawaii o le stra-abusate Mauritius?

Per esempio, sarà capitato anche a voi di vedere bellissime foto di spiagge sarde su facebook o su instagram accompagnate dalla didascalia: “Mauritius? Nooo. La Pelosa”. Ma chi cactus le ha mai viste queste Mauritius? Ma esistono davvero??? 😀

Restando nell’arcipelago de La Maddalena, in relazione al tema spiagge ne abbiamo una che fa scuola. Si chiama Cala Coticcio. O meglio dovrebbe chiamarsi così se non fosse che addirittura anche su Instagram, nel geotag, è denominata Tahiti – Cala Coticcio (con la H messa addirittura al posto sbagliato). Cioè siamo alla follia. Senza considerare che la cosa ingenera oltretutto anche dubbi nei lettori.

Cala coticcio

Cala Coticcio

Quando la smetteremo di paragonarci agli altri? Quando inizieremo a credere di più in noi stessi? Quando ci convinceremo di avere risorse abbastanza belle da fare invidia ai nostri im(probabili) competitors senza necessariamente tirarli in ballo per inutili paragoni?

Se proprio volete vedere una bella Sardegna mignon, l’unica che vi posso consigliare è la Sardegna in miniatura, nel cuore della Marmilla, ma questa è un’altra storia.

See you 🙂

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