Sicilia

Il Bosco Morto de Le Troiane. Così Boeri restituisce vita agli alberi della Carnia

17 Maggio 2019

Gli abeti della Carnia rivivono al teatro greco di Siracusa

All’interno del parco archeologico della Neapolis, posto alle pendici del colle Temenite, si trova una delle testimonianze più eclatanti della Magna Grecia, la cui prima edificazione è attestata al V secolo a.C.: il teatro ellenico di Siracusa.

Il sito, con i suoi 2500 anni di storia, presenta tutto il fascino dell’antichità e per la stagione teatrale in corso è ulteriormente impreziosito da un apparato scenografico unico e di spessore, quello ideato da Stefano Boeri Architetti per le Troiane di Euripide.

Non appena si entra nel teatro, ancor prima di giungere davanti allo Skené, lo sguardo dello spettatore viene immediatamente catturato da una fitta schiera di tronchi senza chioma che si ergono muti verso il cielo.

Ricordano quasi i resti di una città distrutta, fatta di colonne e grandi palazzi, che ha subìto una misteriosa catastrofe.

È ciò che resta di una guerra.

È il Bosco Morto delle Troiane.

Il Bosco Morto. Credits: Stefano Boeri Architetti

Il Bosco Morto. Credits: Stefano Boeri Architetti

Dalla Carnia alla Sicilia: gli alberi morti rivivono per l’ultima volta

Ottobre 2018. Lo scenario è assolutamente apocalittico. Una devastante ondata di maltempo ha investito le regioni italiane, in particolare quelle del nord, determinando uno stravolgimento paesaggistico senza precedenti. Migliaia di alberi giacciono a terra, spazzati dalla furia del vento. Visti dall’alto sembrano tanti bastoncini di Shangai.

Sono diventati il simbolo dei nostri tempi, ormai ineluttabilmente contrassegnati dai cambiamenti climatici, con cui non possiamo più esimerci dal fare i conti.

La distruzione dei boschi della Carnia. Credits: Stefano Boeri Architetti

Maggio 2019. In Sicilia va in scena un’altra tragedia. Greca questa volta. È quella de Le Troiane di Euripide per la regia di Muriel Mayette-Holtz e promossa dalla Fondazione INDA.

L’allestimento, dal forte impatto visivo ed emotivo, è realizzato proprio con quegli alberi abbattuti dalla tempesta e direttamente provenienti dalle Prealpi Carniche.

Il percorso seguito dagli alberi del Bosco Morto. Credits Stefano Boeri Architetti

Il percorso seguito dagli alberi del Bosco Morto. Credits Stefano Boeri Architetti

Non la classica scenografia teatrale, dunque. Ad essere presente, questa volta, è soprattutto il paesaggio, con una natura devastata e devastante che fa da sfondo a una tragedia il cui messaggio, come si legge nel comunicato stampa, è sempre attuale:

Tutte le guerre portano distruzione, sono inutili e spesso non presentano né veri vincitori né veri vinti, non importa quale sia l’opinione delle parti in gioco.

È così che insieme a Muriel Mayette-Holtz e al suo team, e grazie alla preziosa assistenza di Anastasia Kucherova, l’architetto Stefano Boeri ha voluto regalare a quegli alberi morti un’ultima possibilità di esserci, collocandoli in posizione strategica tra due fila distinte di spettatori: da un lato il pubblico degli umani seduto sulle gradinate, dall’altro quello delle piante che si trovano alle spalle del teatro.

Il bosco morto. Credits: Stefano Boeri Architetti

Il bosco morto. Credits: Stefano Boeri Architetti

Il bosco morto. Credits: Stefano Boeri Architetti

Il bosco morto. Credits: Stefano Boeri Architetti

Il progetto scenico, che confluisce nel Bosco Morto, ispira l’idea di un antimilitarismo universale a un livello superiore:

Secondo la visione della regista Muriel Mayette-Holtz, le Troiane sono tra noi con le sembianze dei rufugiati che fuggono dalla distruzione e dalle guerre nei loro paesi d’origine in cerca di un futuro migliore attraversando il Mediterraneo. Sono le vittime degli attacchi terroristici, confuse e disorientate. Ma sono anche milioni di abeti abbattuti dalla tempesta Vaia nell’Italia del Nord-Est, nelle foreste Carniche del Friuli Venezia Giulia.

Il bosco morto de Le Troiane. Ph. Sardinia Mood

Sono in tutto 250 i tronchi presenti in scena, alti dai 4 agli 8 metri, alcuni adagiati a terra quasi a ricordare la loro tragica fine, altri montati su carrelli semoventi in modo tale da poter essere agilmente spostati in funzione dell’alternarsi delle diverse tragedie.

L’idea del progetto scenico è nata dalla necessità di creare, attraverso gli strumenti della cultura e del progetto, un ponte tra due tragedie distanti 2000 anni, tra due regioni distanti 1500 chilometri e tra gli esseri umani e il mondo naturale.

Il bosco morto. Credits: Stefano Boeri Architetti

Il bosco morto. Credits: Stefano Boeri Architetti

Le Troiane di Euripide

E così, quello sciame di alberi schiantati, una volta trasportato a Siracusa e portato sul palcoscenico, percorso dai corpi e dalle voci delle donne troiane disperate e furiose, è diventato un bosco senza vita di colonne lignee: eretto, seppur impietosamente decimato.

Stefano Boeri

La tragedia de Le Troiane è stata rappresentata per la prima volta nel 415 a.C. durante la guerra del Peloponneso e, successivamente, ha ispirato altre opere, come la Troades di Seneca, frutto della contaminazione tra Le Troiane e l’Ecuba sempre di Euripide.

Nel 1964 il filosofo Jean-Paul Sartre rivisitò la tragedia in chiave moderna, con riferimenti espliciti all’imperialismo europeo e in particolare alla Guerra d’Algeria. Sempre negli anni Sessanta, il regista messicano Sergio Vèjar diresse il film in bianco e nero Las Troyanas.

Nell’attuale versione siracusana, come fa notare Anastasia Kucherova nel breve video in calce all’articolo, le attrici e gli attori indossano costumi dai colori perfettamente abbinati con quelli del teatro greco. Anche la scelta di non distinguere i vincitori dai vinti, attraverso abiti differenti, vuole sottolineare come la guerra sia un male che interessa tutti allo stesso modo.

Le Troiane

Le Troiane. Ph Sardinia Mood

Le Troiane

Le Troiane. Ph Sardinia Mood

La verità è che oggi una tragedia che viene dalle profondità del tempo non smette di ricordarci le follie degli uomini; e che questa tragedia viene messa in scena forse nel primo momento nella storia dell’umanità in cui i tempi lunghissimi di evoluzione del pianeta sembrano coincidere con le nostre scelte quotidiane e metterci di fronte alle nostre responsabilità di distruttori di equilibri naturali.

Stefano Boeri

 

Le Troiane

MAGGIO
10/12/14/16/22/24/26/28/30

GIUGNO
1/5/7/9/11/13/15/19/21/23
 
Per l’acqusto dei biglietti cliccate qui
 
Per approfondimenti:
https://www.stefanoboeriarchitetti.net/notizie/stefano-boeri-architetti-firma-la-scenografia-de-le-troiane-di-euripide/
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
Leggi articolo precedente:
Maria Lai. Pane quotidiano in mostra alla Stazione dell’Arte di Ulassai

In mostra a Ulassai la magia del pane quotidiano nelle opere di Maria Lai Prima di visitare la mostra…

Chiudi