Veneto

Perdersi tra i colori di Burano uno dei posti più belli del mondo

25 febbraio 2018

Un salto tra le strette e coloratissime calli di Burano

Se siete stati a Venezia e, per le ragioni più disparate, non avete ‘fatto in tempo a visitare l’incantevole isola di Burano, dovete assolutamente rimediare! Di validi motivi per farci un salto ce ne sono tanti e ora ve ne racconto qualcuno.

Io, Burano, l’ho scoperta l’anno scorso, quasi per caso. Mi trovavo a Venezia per lavoro e avendo sbrigato tutte le faccende prima del previsto, l’ultimo giorno della mia permanenza nella Serenissima ho deciso di dedicarlo alle isole di Murano e Burano.

Se amate il turismo lento e all’insegna del relax per cogliere meglio quegli elementi di tipicità che rendono l’esperienza di visita unica, originale e sicuramente da raccontare, Burano fa decisamente per voi.

I colori di Burano

I colori di Burano

Come arrivare a Burano

First of all parliamo di logistica! Raggiungere Burano è semplicissimo. Prendendo il Vaporetto da Venezia e precisamente da Fondamenta Nove, in soli 45 minuti e alla modica cifra di 7,50 € si arriva a destinazione dopo una sola tappa a Murano (anche qui vale la pena!).
IMG_20150602_192525Ciò che principalmente colpisce di questo luogo, in cui il tempo pare proprio essersi fermato, è riferibile al caleidoscopio di colori con cui le casette si presentano allo sguardo di chi sceglie di perdersi per calli e viuzze.

Non a caso Burano rientra nella classifica dei primi dieci posti più colorati del mondo!

I colori di Burano

I colori di Burano

I colori di Burano. Tra storia e leggenda

Burano è un luogo ricco di storia e cultura con numerosi e interessanti aspetti legati a tradizioni sedimentate, ottimo cibo e leggende affascinanti.

Tra le tante in circolazione che possano spiegare i suoi colori sgargianti, la più accreditata è quella secondo cui i pescatori di un tempo usavano tinteggiare le facciate delle proprie abitazioni, in modo tale da poterle riconoscere da lontano.

Il nome Burano discende da “Porta Boreana”, località del Nord Est dell’isola, così denominata per via del vento freddo di Bora che lì soffia particolarmente forte.

Il paese, che si suddivide in diversi quartieri storici, presenta alcuni caratteristici ponti per l’attraversamento dei canali, da cui è possibile scattare bellissime immagini e foto panoramiche.

Una chicca: Se pensate che in Italia l’unica torre storta sia quella di Pisa, vi sbagliate di grosso! Anche Burano, infatti, ha il suo celebre campanile storto, alto ben 53 metri e risalente al XVII secolo.

La vita a Burano scorre pacata e silenziosa. Gli usci delle case sono quasi tutti aperti e se vi aggirate incuriositi per le calli seguendo il profumo del pomodoro fresco e del basilico, tra un gatto sornione, i panni stesi al sole e due biciclette appoggiate ai muri, non potrete non fermarvi a contemplare la bellezza dell’immobilità di questo piccolo angolo di mondo, apparentemente estraneo ai ritmi frenetici dell’uomo contemporaneo.

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Non solo case colorate: il merletto di Burano

Lungo le strade non è raro imbattersi nelle ricamatrici del merletto, anziane signore che non disdegnano mai quattro chiacchiere con i passanti!

Il merletto buranello è anche la principale manifattura artigianale del posto, eseguita ormai da tempo immemore.

Secondo un racconto mitologico il merletto deve la sua presenza sull’isola a un pescatore promesso sposo a una ragazza del paese che riuscì a resistere al canto lusinghiero di alcune sirene ammaliatrici. Vedendo tanta forza di volontà e tanto amore, la regina delle Sirene decise di donare all’uomo un velo nuziale, tessuto con la schiuma del mare.

Una volta che la sposa lo ebbe indossato, la sua bellezza fu tale da suscitare l’invidia di tutte le donne di Burano che da allora iniziarono a lavorare il merletto per cercare di riprodurre quella stoffa unica e pregiata.

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A parte le leggende e i misteri, risalgono alla fine del XV secolo le prime testimonianze relative al commercio dei merletti veneziani a cui seguì la pubblicazione di numerosi libri, i modellari, all’interno dei quali venivano raffigurati vari disegni per merletti e ricami, secondo l’ideazione dei principali incisori e tipografi dell’epoca.
Proprio al merletto è dedicato l’omonimo Museo nella piazza del Municipio che io purtroppo non ho potuto visitare, vista l’ora tarda.

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C’è di buono che ora ho un pretesto in più per tornare sull’isola 🙂 Vi lascio con una serie di foto e … al prossimo jump 😉

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