Sardegna

A Scuola di Ecologia ed Economia per valutare il Capitale Naturale

6 Ottobre 2017
Capitale Naturale

Asinara e Capitale Naturale. What else?

Passeggiare in un bosco immersi nel verde, ammirare un suggestivo tramonto sul mare, nuotare in acque turchesi e cristalline, respirare aria fresca di montagna o assaporare le primizie della campagna, quelle cosiddette a km zero.

Chi di noi non ha vissuto almeno una di queste esperienze?

Ma quante volte ci siamo fermati all’emozione, al just in time, al momento catartico contingente e quante altre, invece, abbiamo voluto approfondire, cercando di capire quali “quinte” si celino dietro un bellissimo panorama o un alimento prelibato?

Non è, infatti, per nulla scontato quanto si configura come esito di un processo di conservazione e salvaguardia di una risorsa o di un bene, specie se pubblico, che si traduce in un suggestivo paesaggio rurale (pensiamo alla valle del Chianti in Toscana, alle morbide rotondità della Marmilla in Sardegna o alle verdi colline irlandesi che più restano impresse nell’immaginario collettivo), in una scogliera a strapiombo sull’oceano o in un’oasi naturalistica.

Ovviamente stiamo parlando di realtà caratterizzate dalla presenza di risorse ambientali ben preservate, le quali non sono esenti dal denunciare tracce dell’azione antropica. Proprio dall’interazione tra l’uomo e l’ambiente sorgono, infatti, importanti questioni relative alla necessità di trovare un giusto compromesso, un equilibrio affinché quel complesso di risorse che, non scordiamocelo in natura sono limitate, possano preservarsi nel tempo a favore delle future generazioni, come dettato dai precetti dello sviluppo sostenibile.

Lo sapete come si definisce “l’intero stock di beni naturali – organismi viventi, aria, acqua, suolo e risorse geologiche – che forniscono beni e servizi di valore, diretto o indiretto, per l’Uomo e che sono necessari per la sopravvivenza dell’ambiente stesso da cui sono generati? 

Capitale Naturale. La definizione è dello UK Natural Capital Committee.

Isola dell'Asinara

Isola dell’Asinara

Dal riconoscimento della sua importanza strategica per i territori, specie di quelli che su di esso fanno leva in una prospettiva di competitività e attrattività, e dalla necessità, in un certo modo, di valutarlo e misurarlo per poter di conseguenza apprezzare in maniera affidabile gli effetti delle varie politiche di sviluppo, ha preso le mosse la prima edizione della Scuola di Ecologia ed Economia organizzata dal DISEA dell’Università di Sassari.

Qui il link al programma.

La Scuola, in collaborazione col Consorzio Interuniversitario per le Scienze del mare (CONISMA) unità locale del DISTAV, Università di Genova, e con il Parco Nazionale dell’Asinara – Area Marina Protetta (PNA-AMP), si è svolta dal 2 al 4 Ottobre in una location d’eccellenza, l’Isola dell’Asinara, un vero paradiso di cui scriverò a breve in un prossimo articolo.

Alla Scuola hanno preso parte una quindicina di discenti provenienti dal Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università di Sassari e dal Polo Universitario di Olbia.

Di cosa si è disquisito? Di Capitale Naturale, of course, sua possibile misurazione e implicazioni tra discipline diverse, tutti argomenti molto stimolanti, e lo si è fatto ricorrendo all’esplicazione dei metodi di contabilità, con uno spaccato sui servizi ecosistemici, e ad analisi e rappresentazioni di tipo cartografico.

Ma non ci siamo mica limitati alle lezioni frontali! No, no. Siamo andati anche a fare un po’ di pratica per terra, immersi nella macchia mediterranea tra asinelli, capre e cinghiali allo stato brado, e per mare con una bella esperienza di snorkeling. Di tutto questo vi parlerò in un altro post, promesso. Questo lo dedico interamente alla Scuola.

Isola dell'Asinara

Isola dell’Asinara

Come sta il Capitale Naturale?

Partiamo da un presupposto: viviamo in un’epoca caratterizzata dal consumo spasmodico di tutto (beni, risorse, suolo e perfino relazioni).

Corriamo, consumiamo, inquiniamo ogni giorno, ogni ora, ogni secondo.

Ecco che dunque ogni anno l’Earth Overshoot Day, il giorno in cui la Terra esaurisce la sua dotazione di risorse per l’anno in corso, si accorcia sempre di più. Nel 2017, ad esempio, la sottile linea rossa è stata superata il 2 agosto, nel 2016 l’8 agosto mentre nel 2015 il 13 agosto.

Cosa significa questo? Che siamo già in deficit, stiamo erodendo oltre il dovuto ciò di cui disponiamo e le prospettive future non sono certo incoraggianti se pensiamo che attualmente il pianeta è popolato da 7,4 miliardi di persone e le previsioni parlano, per il 2050, di quasi 10 miliardi di abitanti.

A un quadro demografico vario e dinamico, esacerbato dai fenomeni migratori e dalla tendenza alla polarizzazione della popolazione nelle grandi città e lungo le coste, corrispondono notevoli squilibri territoriali di varia portata con ripercussioni dirette sull’ambiente.

Isola dell'Asinara

Isola dell’Asinara

La situazione è allarmante e non lo dicono solo gli studi accademici o i documenti di policy prodotti dalle principali istituzioni mondiali.

Nella nostra quotidianità tutti noi tocchiamo con mano e sperimentiamo gli effetti dei cambiamenti climatici, i periodi siccitosi o gli eventi catastrofici come alluvioni e uragani, per non parlare dell’aumento medio delle temperature, di tutte le volte che il livello di polveri sottili nelle nostre città supera i limiti consentiti, di quando l’aria nelle metropoli cinesi e indiane si fa totalmente irrespirabile.

L’ambiente è gravemente compromesso e l’uomo ha grosse responsabilità in tutto questo.

Occorre dunque fare qualcosa. Ma da che punto iniziare?

Innanzitutto dalle strategie e dagli orientamenti derivanti dalle politiche di sviluppo promosse a differenti scale (vedasi le dimensioni di crescita perseguite dalla Europe Strategy 2020, il concetto di BES e di economia circolare o l’Agenda 2030)

Esiste un set di raccomandazioni e di interventi da realizzare ma affinché i risultati delle politiche territoriali possano essere valutati e monitorati occorre sapere da dove si parte. Occorre appunto una misura di riferimento del Capitale Naturale.

La Scuola ha approfondito questi aspetti e soprattutto ha permesso di apprezzare meglio le connessioni tra ecologia ed economia.

Isola dell'Asinara

Isola dell’Asinara

Quale legame tra ecologia ed economia?

Punto di avvio delle attività della Scuola è stato il “Primo Rapporto sullo stato del Capitale Naturale in Italia” (Clicca qui), stilato nel 2017 dal Ministero dell’Ambiente italiano, che analizza il legame tra ecosistema, prospettive di sviluppo economico dei territori e benessere sociale, gettando le basi proprio per una contabilità e una misurazione scientifica del valore del Capitale Naturale.

Tradotto in soldoni si tratta di mettere a punto un metodo che permetta di dire non solo che un dato Capitale Naturale ha un enorme valore ma anche di esprimere, pur con tutti i limiti dovuti all’inestimabilità insita in alcune risorse, quanto vale. Ovviamente non per immettere quel bene sul mercato, bensì per valutare gli effetti di futuri investimenti derivanti dalle varie politiche.

Isola dell'Asinara

Isola dell’Asinara

In questa prospettiva il legame tra Ecologia ed Economia si fa ancora più stretto, chiaro e sistemico. Qualsiasi decisione di carattere economico, un investimento, la realizzazione o rifunzionalizzazione di una struttura che determini mutamenti nell’ambiente ha implicazioni che non si possono trascurare.

Non solo numeri ma anche valutazioni qualitative che tengano conto di dimensioni diverse, costi effettivi e costi opportunità, benefici, esternalità positive e negative che dati interventi potrebbero produrre in particolari contesti geografici.

La Scuola di Ecologia ed Economia si è rivelata una vera full immersion in cui sono stati trattati argomenti tanto complessi quanto attuali che gli studiosi e i professionisti del futuro non possono non padroneggiare. Una fantastica esperienza di apprendimento e di crescita personale e professionale, un momento importante di scambio di opinioni e punti di vista diversi su tematiche che accomunano discipline solo apparentemente distanti e che hanno trovato nello scenario dell’Asinara il palcoscenico ideale per poter dialogare. Appuntamento al prossimo anno, c’è da scommetterci. E Sardinia Mood farà di tutto per esserci ancora. Al prossimo jump 🙂

Isola dell'Asinara

Isola dell’Asinara

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